Una struttura di 5 piani per i reperti dellarea. Rischio polemiche dopo il caso Ara Pacis ROMA - «Prossima fermata, "Fori imperiali"». E i passeggeri della linea C della metropolitana di Roma potranno a quel punto scendere nella stazione-museo più originale del mondo. Perché risalendo i cinque piani troveranno esposte non copie di capolavori (come nelle stazioni di Napoli e Londra) ma busti, epigrafi, altari, monete, originali dellantica Roma ritrovati durante gli sventramenti del Ventennio. In un allestimento firmato da un big dellarchitettura disposto a cimentarsi con la storia, per servire larea archeologica che si trova in superficie con book-shop, caffetterie, centri di informazione, orientamento e didattici. Larchitetto dovrà essere pronto però - dopo aver destinato il 75 dello spazio al museo-centro servizi, e il resto alle banchine per la fermata del convoglio - a reggere lurto delle critiche che gli pioveranno addosso per aver costruito un edificio moderno davanti al Colosseo e alla Basilica di Massenzio. Un assalto che subirà solo dopo aver gareggiato e vinto contro altre archistar, diversamente da Richard Meier che ha avuto un incarico ad personam per la contestata teca romana dellAra Pacis inaugurata nel 2006. Il concorso internazionale per la "Stazione Fori imperiali" sarà bandito a gennaio. Non si sa ancora se sarà ad inviti o a gara pubblica. Ma è probabile che vedrà in lizza architetti del calibro di Renzo Piano, Rem Koolhaas, Zaha Hadid. Laltra novità è il campo di gara: è stato individuato nel tratto finale della strada. Esattamente al posto della collina Velia, sbancata nel 1932 per far giungere il rettifilo dal balcone di Mussolini a palazzo Venezia fino ai monumentali archi dellanfiteatro Flavio. La decisione è stata presa su suggerimento della Soprintendenza statale ai beni architettonici di Roma (guidata da Federica Galloni): sulla traccia di una proposta dellex direttore regionale Francesco Prosperetti e scartando lipotesi più recente di un ampliamento della fermata "Colosseo" costruita negli anni Quaranta. I vantaggi del nuovo piano sono due. Durante il periodo dei lavori non si dovrà chiudere la vecchia uscita; e il nuovo scavo verrà praticato entro i limiti della collina Velia azzerata dal Duce: quindi lì sotto non ci dovrebbero essere antiche vestigia a fermare le benne e la talpa di Roma Metropolitane spa. Una però la controindicazione principale: un edificio moderno in un contesto antico e da costruirsi sacrificando parte della muraglia, progettata da Antonio Muñoz e coperta dal vincolo paesaggistico. A meno che, luscita dei passeggeri davanti alla Basilica di Massenzio non sia nascosta, invisibile. «Larchitettura deve essere compatibile: deve armonizzarsi non mimetizzarsi», sostiene Roberto Cecchi, direttore generale del ministero Beni culturali e, con il doppio incarico di commissario per il metrò e per larea archeologica centrale di Roma, luomo che ha messo daccordo Stato e Comune sulla nascita della stazione dei Fori. Larchitetto Cecchi ha un modello: «È Napoli. La stazione di Gae Aulenti è uno spettacolo per come si inserisce con modernità assoluta nel contesto e nel rispetto dellantichità».
In campo gli architetti star e la stazione diventa museo. Roma, concorso per la fermata metro ai Fori Imperiali
La prossima fermata della metropolitana di Roma, "Fori imperiali", sarà una stazione-museo unica nel mondo. La struttura di 5 piani esporrà originali dellantica Roma ritrovati durante gli sventramenti del Ventennio, come busti, epigrafi, altari e monete. Larchitetto incaricato dovrà essere in grado di reggere le critiche per aver costruito un edificio moderno davanti al Colosseo e alla Basilica di Massenzio. Il concorso internazionale per la stazione sarà bandito a gennaio e potrebbe vedere in lizza architetti di alto profilo come Renzo Piano, Rem Koolhaas e Zaha Hadid.
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