Enrico Letta piace, e non poco, in Vaticano. Non solo nelle stanze curiali, pure in quelle dei musei. Se ne è avuta prova ieri mattina, nella sede romana di Civita, a piazza Venezia. In programma un incontro con il numero uno delle raccolte vaticane, Antonio Paolucci, già ministro per i Beni e le attività culturali oltre che storico dell'arte di chiara fama. Ad ascoltarlo c'erano Antonio Maccanico e autorevoli esponenti del mondo bancario, a cominciare da Giuseppe De Lucia Lumeno e Carlo Fratta Pasini, per festeggiare la pubblicazione del libro «Arte, cultura, territorio. Le iniziative delle banche popolari». I piccoli istituti di credito sono stati lodati lungamente da Paolucci, che ha valutato il loro contributo a favore del patrimonio artistico nazionale nell'ordine dei 500 milioni di euro: e lo sanno bene le diocesi sparse in tutta Italia, che prima di bussare agli uffici del ministero cercano le banche locali per restaurare le opere d'arte conservate nelle chiese. E nella Santa Sede c'è chi teme di veder scomparire questo tessuto di istituti vicini alle esigenze del territorio, non confidando nella generosità della cosiddetta «finanza laica» nei confronti di quegli interventi indispensabili alla manutenzione del patrimonio ecclesiastico. Ma a un certo punto Paolucci ha chiesto brutalmente a Maccanico, girandosi con uno scatto: «Perché in Italia non c'è il senso dello stato, vero?», ottenendo come risposta una sola parola: «Giusto». Così il responsabile dei musei vaticani, senza però citare il politico che sullo stesso tema ha scritto un libro, ovvero Enrico Letta, ha compiuto una lunga digressione sulla necessità di «costruire cattedrali». Discorso che nei piani più alti dei palazzi vaticani viene ripetuto spesso, sottolineando il «valore etico» del testo lettiano. E Paolucci lo ha ammantato di cultura, questo intervento, citando come esempio la meraviglia di luoghi di culto come la chiesa di Sant'Anastasia, a Verona, e San Petronio a Bologna. Un intervento politico, ma senza sforzarsi per farlo apparire come tale.