RICOSTRUZIONE IN ABRUZZO Il governatore della regione Abruzzo, il berlusconiano Gianni Chiodi, imbarazzato prende le distanze: Gaetano Fontana, presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili, a dirigere la ricostruzione dell'Aquila? «Ancora nessuna decisione è stata presa, potrebbe essere solo uno degli esperti», avrebbe dichiarato Chiodi secondo quanto riportato ieri dal quotidiano locale Il Centro. «Sarò io il commissario e le nomine saranno fatte da me così come le revoche», tiene a precisare l'uomo che sogna di prendere il posto di Bertolaso dal primo gennaio in poi, quando la Protezione civile nazionale probabilmente lascerà gli aquilani al loro destino. Ragione in più per considerare inammissibile lo stipendio con il quale, secondo molti consiglieri comunali, l'architetto Fontana verrà retribuito: 41 mila euro al mese fino a giugno 2010, 369 mila euro «per un incarico che non è ben definito», a voler usare le parole del consigliere Maurizio Lombardi che ieri ha denunciato lo scandalo annunciando che il suo partito, l'Udc, non entrerà in un'eventuale giunta di «salute pubblica» a cui sta lavorando il sindaco Massimo Cialente. Leopardi non è stato il primo a dire no - certamente non a causa di Fontana - al rimpasto di governo della città che salverebbe il sindaco Pd dall'isolamento costruito ad hoc da governo e regione. Prima di lui aveva declinato l'invito anche il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante. E pensare che nessun altro nome come quello di Gaetano Fontana - già direttore generale del ministero delle Infrastrutture per ferrovie, porti e aeroporti; per 12 anni direttore del ministero dei Lavori pubblici; commissario per i Giochi del Mediterraneo di Pescara; delegato italiano per la Tav e con almeno un'altra mezza dozzina di incarichi eccellenti nelle istituzioni italiane alle spalle - poteva mettere d'accordo a L'Aquila i politici di destra e di sinistra.