Nasce come storico e curatore di mostre ed è diventato l'enfant prodige delle iniziative culturali ad alta caratura. Marco Goldin, fondatore di una società specializzata in art exhibition, è riuscito con sei mostre sull'impressionismo alla «Casa dei Carraresi» a portare alla ribalta nazionale una piccola città come Treviso. Strategie di progettazione, comunicazione, marketing (oltre al-le competenze a 360 gradi) hanno fatto sì che le mostre di Goldin hanno toccato punte di 602 mila visitatori e sono state espor-tate fino a New York. «E' stato nel 1998, due anni dopo aver aperto i battenti, che mi sono accorto che il pubblico rispondeva in modo molto forte all'input dell'arte - dice Goldin, presidente della società "Linea d'ombra" -. E ho cominciato a ragionare su come fidelizzare chi era venuto alla "Casa dei Carraresi" soltanto per curiosità. La carta vincente si è rivelata la comunicazione: colloquiare con il singolo visitatore grazie all'invio di e.mail e materiale illustrativo». «Negli ultimi tre anni ho sperimentato che anticipare il nuovo evento nei teatri di zona con dei video e con attorimusicisti che lo raccontano erano iniziative che pagavano. A questa mole di lavoro corrisponde un investimento molto forte: dal 50 al 65 per cento di quello che serve per costruire il budget». «Il nostro partnersponsor numero uno è la Fondazione Cassamarca. Non ho mai avuto grani pubblici. Oggi "'Linea d'ombra" ha firmato un contratto, fino al 2008, con la città di Brescia per un ciclo di mostre dal titolo: "Brescia, lo splendore nell'arte". Il mio obiettivo è portare la città a una svolta culturale come è stato per Treviso». -1 profili lavorativi più adatti per la società? «Ho venti dipendenti, l'85 per cento fra i 24 e i 35 anni, e hanno tutti un know how di base storico artistico. Anche chi sta al cali centre. I contatti quotidiani con l'estero esigono personale con padronanza assoluta di due lingue straniere. E dai mille curriculum che ricevo ogni anno risulta poi che soltanto una cinquantina di giovani conosce perfettamente l'inglese».
Che impressione quel quadro
Marco Goldin, fondatore di una società specializzata in mostre d'arte, ha avuto successo con sei mostre sull'impressionismo a Treviso, portando la città alla ribalta nazionale. La sua strategia di comunicazione ha contribuito a fidelizzare il pubblico e ha anticipato gli eventi con video e attorimusicisti. La società ha un budget di 50-65% per le iniziative culturali e ha firmato un contratto con la città di Brescia per un ciclo di mostre. L'obiettivo di Goldin è portare Brescia a una svolta culturale come Treviso. La società ha venti dipendenti, l'85% dei quali hanno un know-how di base storico artistico, e Goldin cerca di aumentare la presenza internazionale con personale bilingue.
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