ORISTANO. È da qualche giorno sul tavolo del procuratore Andrea Padalino Morichini. È un fascicolo che, di ora in ora, si arricchisce di nuovi elementi. Per il momento non ci sono indagati e nemmeno reati contestati. In Procura però si lavora a quello che presto potrebbe diventare il dossier eolico e dal quale potrebbero scaturire novità anche dal punto di vista penale. È presto per dirlo lo stesso procuratore evita ogni tipo di commento , ma forse la battaglia contro l'impianto nel mare di Is Arenas e di Abbarossa potrebbe spostarsi dalle piazze per continuare nelle aule dei palazzi giudiziari. L'iniziativa della Procura è figlia del grande clamore per la vicenda e, soprattutto, prende in esame alcuni dei punti critici sulla regolarità dei lavori da eseguire. Ma anche sulla reale consistenza della società che con capitale limitatissimo intenderebbe eseguire i lavori costosissimi. Si cerca quindi di capire se le procedure e le successive opere possano essere in contrasto con le norme di salvaguardia ambientale e chi e che cosa si nasconda dietro la Srl che ha chiesto le concessioni, il cui azionista unico è una società che ha sede in Lussemburgo. Ieri intanto il fronte della protesta si ì spostato alla Capitaneria di porto. Le cifre sono ancora molto approssimative: quel che è certo è che la Capitaneria avrà un bel po' di lavoro per vagliare tutte le opposizioni che sono pervenute (e che ancora perverranno sino al 22 ottobre) contro l'impianto eolico off shore nel mare di Is Arenas. Attraverso il Comitato sono passati circa 500 ricorsi, ma altri sono stati presentati autonomamente. Degli oltre 500 presentati ieri mattina dal Comitato circa 400 sono di semplici cittadini e 150 di imprenditori e titolari di attività che si affacciano sul mare tra Su Pallosu e Santa Caterina. Il comandante della capitaneria, Alberto Ugga, ha detto che le opposizioni verranno vagliate e poi trasmesse al Ministero che le valuterà. Non sono previsti tempi brevi: si parla di una risposta ufficiale entro 180 giorni a partire dal prossimo 22 ottobre, data entro la quale si possono inoltrare le opposizioni. «Il comitato spontaneo ha raccolto quasi 35 mila firme in appena due settimane ha annunciato il portavoce, Marcello Soppelsa . Hanno sottoscritto la petizione contro la centrale nel mare di Is Arenas persino in Germania, in Spagna e nel Belgio. Tra gli altri c'è stata l'adesione del Comitato anti tav e degli indipendentisti veneti». L'immediata sospensione della procedura di approvazione del progetto ì stata richiesta dal segretario regionale dell'Adiconsum, Giorgio Vargiu, che, sempre ieri mattina, ha notificato alla Capitaneria di porto atto di diffida formale. Vargiu chiede che la stessa Capitaneria di porto e il ministero per le Infrastrutture, entro cinque giorni da oggi, blocchino la procedura di approvazione del progetto, attivata il mese scorso. Secondo quanto scritto nella diffida dal segretario regionale dell'Adiconsum, il nuovo impianto eolico, se realizzato, causerebbe la violazione di leggi e regolamenti, specie in materia di tutela ambientale, ma soprattutto vi sarebbero alcune presunte irregolarità nella procedura amministrativa in corso. Dall'Adiconsum, inoltre, arriva una richiesta rivolta alla Regione Sarda perché convochi una conferenza di servizi. «In questo modo ha spiegato ancora il segretario regionale dell'associazione si potrebbero riunire attorno allo stesso tavolo tutti gli interlocutori, ma soprattutto si chiamarebbe il ministero delle infrastrutture a un pronunciamento immediato sul futuro del progetto di centrale eolica al largo di Is Arenas». Intanto prende corpo il secondo piano previsto nel mare oristanese, quello che riguarda Abba Rossa e Santa Giusta. La capitaneria di porto ha chiesto una revisione del progetto presentato dalla società Raddusa energie, con sede legale a Treviglio, in provincia di Bergamo, per l'installazione di 32 torri eoliche. Il comandante della capitaneria di porto ha detto che l'impianto, nella collocazione prevista attualmente, sarebbe d'ostacolo alla sicura navigazione delle navi che entrano nel porto industriale di Oristano. Da qui una richiesta di revisione, con lo spostamento di almeno 500 metri delle torri eoliche. Nei prossimi giorni dovrebbe partire la procedura per l'approvazione del progetto, del tutto simile a quella attivata per il parco eolico che si vorrebbe impiantare nel vicino mare di Is Arenas e che sta incontrando fortissime opposizioni.
SARDEGNA - Torri eoliche, inchiesta penale
Il procuratore Andrea Padalino Morichini sta lavorando su un fascicolo relativo al parco eolico da costruire nel mare di Is Arenas e Abbarossa. Non ci sono ancora indagati e reati contestati, ma la Procura sta esaminando la regolarità dei lavori e la società che li eseguirà. La società ha sede in Lussemburgo e il suo azionista unico è una società con sede in Lussemburgo. Il fronte della protesta si è spostato alla Capitaneria di porto, dove sono state presentate oltre 500 opposizioni contro l'impianto. La Capitaneria avrà a vagliare le opposizioni e trasmetterle al Ministero delle Infrastrutture.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo