L'inchiesta I dati del censimento sugli edifici pubblici, strategici e speciali A Eboli, Pagani e Teggiano i palazzi i più saldi In provincia di Salerno sono numerosi i municipi, caserme dei carabinieri e stazioni ferroviarie che il censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali effettuato alcuni anni fa dal dipartimento della Protezione civile in 1510 comuni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia e mai preso davvero in considerazione ha rilevato nella fascia critica, quella di vulnerabilità alta. Come è stato già messo in evidenza nell'analisi dei dati relativi alla città di Salerno sono soprattutto gli edifici in cemento armato e con un'età di costruzione più recente ad essere al centro di un vero e proprio scenario di rischio. Scenario che può essere superato solo con un'opera accorta di manutenzione spesso disattesa dalle amministrazioni periferiche per un problema di finanziamenti. Soffermandosi su alcuni casi in particolare, è significativa la presenza di fabbricati a rischio in Costiera amalfitana: il municipio di Atrani, ad esempio, rientra nella fascia di vulnerabilità alta. Come il municipio di Furore e quello di Tramonti. Vulnerabilità bassa al comune di Praiano, mediobassa in quelli di Positano, Maiori, Minori e Vietri sul Mare. Restando in tema di case comunali anche quelle di Giffoni Valle Piana, Pollica e Montecorvino Rovella sono state valutate dalla vulnerabilità alta. Mentre a Pisciotta e a Centola sono le stazioni ferroviarie a destare qualche preoccupazione. Fuori da qualsiasi classificazione, invece, il Palazzo di città di Baronissi, una struttura in acciaio nata su progetto dell'architetto Nicola Pagliara subito dopo il terremoto del 1980. La città di Eboli rappresenta un caso a sè: dei 148 fabbricati pubblici censiti (32 in muratura, 114 in cemento armato e due in acciaio) non ce n'è nessuno che, all'esame dei tecnici, presenti una situazione di alta vulnerabilità. Così come a Castel San Giorgio, Nocera Superiore, Oliveto Citra, Pagani, Pellezzano, Teggiano e Mercato San Severino dove pretura, ospedale e stazione ferroviaria sono ospitati in locali a basso rischio sismico. A Nocera Inferiore sono solo tre gli edifici pubblici in calcestruzzo dalla vulnerabilità alta (il fabbricato ex Inam e due scuole elementari), a Capaccio sono sei e tra questi ci sono tre scuole medie: Vannullo, Paestum e Zanotti Bianco. Sempre a Capaccio la stazione ferroviaria di Paestum, recentemente restaurata, è valutata a rischio medio-basso, mentre quella di Capaccio a rischio basso. Tuttaltro discorso invece per la stazione ferroviaria di Battipaglia considerata ad alta vulnerabilità. Trentotto su novantatre gli edifici in cemento armato censiti nella fascia di vulnerabilità alta a Cava de' Tirreni, tra cui la biblioteca comunale, la pretura e la sede dell'Asl. A Fisciano è medio il grado di vulnerabilità dell'Università degli Studi di Salerno suddivisa nei vari padiglioni. A Pontecagnano alta vulnerabilità per il comando dei vigili urbani, il municipio, la stazione ferroviaria e persino il museo archeologico. A Bellizzi per la scuola elementare dedicata ad Antonio De Curtis e costruita negli anni tra il 1972 e il 1975. Sarno infine dove l'ospedale Villa Malta è stato censito a medio rischio sismico. Peccato che a distruggerlo ci pensò la tremenda alluvione del 1998. Gabriele Bojano
SALERNO Stazioni, caserme e municipi, i più vulnerabili in provincia
In provincia di Salerno, il censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali ha rilevato una fascia critica di edifici a rischio sismico. Gli edifici in cemento armato e con un'età di costruzione più recente sono stati identificati come quelli più vulnerabili. Alcuni comuni, come Atrani, Furore e Tramonti, hanno presentato una vulnerabilità alta, mentre altri, come Praiano, Maiori e Vietri sul Mare, hanno presentato una vulnerabilità bassa. Le stazioni ferroviarie di Pisciotta e Centola hanno anche presentato una preoccupazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo