Il caso Nella Capitale sorveglianza e guardiania di 10 musei sono affidate a 75 operai; qui sono 31 per le 30 strutture (anche chiese) in carico A Roma la multiservizi ne impiega 60. Le due società comunali a confronto Vuoi vedere che aveva ragione la Ortese a dire che «il mare non bagna Napoli?». E che invece le spiagge le trovi a Roma, a ridosso del Campidoglio magari? Anche se, per dire, non ci sembra che davanti al Colosseo si siano mai viste distese di ombrelloni. Eppure qualcosa di strano deve esserci se «Roma Multiservizi» (l'azienda capitolina per i servizi integrati alla città, dalla pulizia all'igiene, dalla manutenzione all'agibilità di scuole e aree verdi) dispone a presidio e bonifica delle spiagge del litorale romano (400 mila metri quadrati) 60 persone, mentre Napoli Servizi (l'omologa partenopea), al litorale provinciale ne dedica 4. E stiamo parlando di distribuzione della forza lavoro su un intero anno. Il confronto (e le differenze) fra le due aziende comunali può cominciare da qui: cosa fanno e in quanti lo fanno. Ma un identikit di carattere più generale potrebbe servire. Roma Multiservizi può contare su 4 mila operai; l'ultimo fatturato ammonta a 84 milioni; il 75 degli occupati è donna. Napoli Servizi di operai ne ha 1.308, l'ultimo fatturato è di 60 milioni. Possibile che a Napoli con meno della metà del personale romano si arrivi a fatturare solo 20 milioni in meno di quanto faccia l'azienda capitolina? Potremmo dire che qui da noi Aleksej Grigor'evic Stachanov è diventato un modello cui tendere, lì no. Oppure, che lì gigioneggiano fannulloni, qui no. Ma vi pare pulita la città? Normalmente agibile la Villa comunale o un qualsiasi altro parco? Un dubbio viene se a seminarne ci si mette l'assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo, il quale vuol «rivedere la fatturazione a prestazione», giudicata poco controllabile visto che il Comune si trova a dover pagare prestazioni non si sa per cosa (Napoli Servizi si autogoverna), tanto che non ha alcuna intenzione di assecondare circa 40 milioni di debiti fuori bilancio. Per l'assessore alla Cultura Nicola Oddati ( Corriere del Mezzogiorno di ieri), invece che in Napoli Servizi ha avuto tanta parte quando era titolare del 'dicastero' al Lavoro «la multiservizi potrebbe essere un fiore all'occhiello e costa meno di Asìa, Anm e Napolipark ». Potrebbe essere vero. Potrebbe. Ma il medesimo assessore ha anche affermato «di aver assunto un suo amico come dirigente del personale». Nulla di male, sia chiaro; sarebbe utile però conoscere cosa ne pensi qualcuno delle centinaia di migliaia di persone che a Napoli cercano un lavoro ma non hanno un amico assessore. Va be', si dirà, schermaglie fra assessori. Tutt'altra cosa i numeri, quelli sono testardi. Vediamone alcuni, spulciando qui è là. Servizi nelle scuole, per esempio. Roma Multiservizi dedica per assistenza e igiene 1.700 operai spalmati su 850 fra asili, scuole elementari e istituti professionali. Napoli Servizi 154 (112 per le 78 scuole, 42 per i 26 asili nido. Vogliamo dare uno sguardo ai parchi verdi? La multiservizi romana ha in carico 3 milioni e mezzo di aree verdi, cui dedica 150 operatori fra pulizia, recupero e manutenzione; quella napoletana, che di metri quadri di verde ne ha in carico un milione e 168 mila, utilizza 137 addetti. Pigiando sulla calcolatrice domestica e dividendo la superficie per addetto, si ottiene che ogni 'giardiniere' napoletano ha in carico 8.525 metri quadri, a fronte dei 23 mila di un collega romano. Il 270 per cento in meno. Torna la domanda: vi sembra normalmente agibile un qualunque nostro parco? Andiamo avanti. Prendiamo i servizi nelle aree cimiteriali. Roma Multiservizi ha in carico 11 camposanti; Napoli Servizi 13. La società capitolina dispone di 100 addetti. L'omologa partenopea ne ha 79. Un ultimo dato riguarda i musei: nell'Urbe sorveglianza, guardia di sala e reception dei 10 musei in affidamento sono gestite da 75 operai. Da noi le 30 strutture, e dentro troviamo comprese anche le chiese, sono affidate a 31 addetti. Un'altra differenza dal confronto emerge. E non ci sembra di piccolissimo conto. Napoli Servizi è una società di completa proprietà comunale; Palazzo San Giacomo decise nel 1999 di gestire in house providing il proprio patrimonio immobiliare. Al di là del momentaneo effetto taumaturgico che l'esterofilia produce, l' house providing è quel modello di organizzazione e gestione dei pubblici servizi (erogazione, forniture, lavori) che le amministrazioni adottano senza ricorrere al libero mercato. Roma Multiservizi è andata da un'altra parte, più ardua ma sicuramente più coraggiosa e remunerativa: resta, è vero, una società a prevalente capitale pubblico, cui però si affiancano partner privati. Attualmente il Comune di Roma detiene il 15 della società e Ama (nettezza urbana) il 36. Il restante 49 è controllato da Manutencoop e La Veneta Servizi, entrambe aziende leader nei settori dell'igiene urbana e del facility management. Abbiamo ancora voglia di discutere? Patrizio Mannu
NAPOLI Napoli Servizi, solo 4 addetti per pulire il litorale
Il testo paragona le due società comunali, Roma Multiservizi e Napoli Servizi, che gestiscono servizi integrati alla città, come pulizia, igiene, manutenzione e agibilità di scuole e aree verdi. La società capitolina, Roma Multiservizi, dispone di 4.000 operai e un fatturato di 84 milioni, mentre Napoli Servizi ha 1.308 operai e un fatturato di 60 milioni. La società capitolina dedica 75 operai alla sorveglianza e guardiania dei 10 musei, mentre Napoli Servizi ne ha 79. La società capitolina ha anche un maggior numero di donne tra gli operai, il 75%.
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