Messina: quei fondi per il suolo Mi riferisco all'articolo di Alfio Sciacca «I fondi per il suolo spesi in rappresentanza» pubblicato sul Corriere del 5 ottobre. Così come è stato descritto «il caso», comprendo che possa fare scalpore la circostanza dello storno di 15 mila euro dal capitolo «difesa suolo» che dovevano servire ad attribuire incarichi esterni e che il sottoscritto non poteva affidare per le esiguità delle somme, a un altro del bilancio comunale e più concretamente destinato al funzionamento dell'Ufficio di Gabinetto. Ma è di tutta evidenza che la più che modesta entità della somma non avrebbe consentito alcun intervento per la messa in sicurezza del territorio di Messina. L'articolo punta solo a denigrare l'attività del sottoscritto attribuendogli comportamenti e responsabilità che non trovano rispondenza nei fatti. Tutto questo non è solo gratuito ma anche improprio, offrendo un'immagine distorta dell'Amministrazione che ho l'onore di dirigere. Sarebbe un tragico errore voler ricondurre in modo superficiale la tragedia alla responsabilità di qualcuno in particolare. Un errore che non aiuterebbe ad affrontare il disastro e a prevenirne altri. On. Giuseppe Buzzanca , Sindaco di Messina Nessuno pensa che la modesta somma (35 e non 15 mila euro) sottratta al capitolo difesa del suolo avrebbe consentito la messa in sicurezza del territorio di Messina. Resta il fatto che il sindaco ha ritenuto ci fossero altre priorità: spese di rappresentanza e manutenzione edifici di culto. Com'è un fatto che il piano di protezione civile esiste solo sulla carta. È sicuramente «superficiale ricondurre la tragedia alla responsabilità di qualcuno in particolare». Infatti nessuno l'ha scritto. Alfio Sciacca La natura geologica del Paese I disastri di questi giorni in Sicilia sono legati al dissesto idrogeologico e urbanistico del territorio. Molte spiegazioni tecniche sono state date, ma nell'opinione pubblica si registra un certo disorientamento. Cerchiamo allora di fare più chiarezza. Negli ultimi vent'anni la superficie forestale è passata da 8,5 milioni a 10,5 milioni di ettari, nonostante ciò si sono verificati eventi disastrosi. Questo perché le frane non sono necessariamente causate dall'assenza di alberi. Nei casi di scivolamento più profondo infatti, le radici non riescono a trattenere completamente il terreno. Capita allora che le frane colpiscano allo stesso modo sia le case abusive, che quelle realizzate con regolare concessione edilizia. I grandi mali del disboscamento e dell'abusivismo non riescono a spiegare con compiutezza il dissesto. Occorre allora tornare ad avere più cura del territorio e di tutte le sue articolazioni, occupandosene da vicino, ma con una visione globale. Cesare Patrone Capo del Corpo forestale dello Stato