Scandalo nuoto nella capitale. Violate le norme urbanistiche, indagato anche Giovanni Malagò ROMA - Sequestrati gli impianti dei mondiali di nuoto di Roma per presunti abusi edilizi. Sigilli per piscine, foresterie, parcheggi, spogliatoi e palestre allinterno di 11 strutture. Una trentina gli indagati, tra cui Giovanni Malagò. Blitz nei circoli dei mondiali sequestrate undici piscine Roma, Malagò tra gli indagati. Laccusa: abusi edilizi Nel mirino anche limpianto dove si allena Federica Pellegrini: ieri la nuotatrice era appena partita quando sono arrivati i vigili ROMA - La ragazza dei record era appena partita. Federica Pellegrini aveva lasciato da poco il Circolo Aquaniene dove vive e si allena, quando sono arrivati i vigili urbani. I sigilli sono stati apposti sotto gli occhi sgranati di Adriano Panatta, altri ex campioni di tennis e 13 nuotatori della nazionale. «Abusi edilizi, strutture costruite in violazione delle norme paesaggistiche e urbanistiche» al club dei Parioli e in altre dieci piscine private, tra le più note della capitale, destinate ai mondiali di nuoto dellestate scorsa. Undici sequestri contro un milione di metri cubi in più. È la risposta della magistratura alla "sanatoria" del sindaco Alemanno. Tra gli indagati, una trentina, tutti i responsabili dei circoli sequestrati, e Giovanni Malagò, ex presidente del Comitato organizzatore di Roma 2009, accusato adesso per gli impianti in cui si allenano i campioni in via della Moschea, frequentati da politici, attori, registi. «Un caso lampante di malagiustizia - dice Malagò - non riesco a capire come nasca questa vicenda, abbiamo rispettato in maniera religiosa tutte le autorizzazioni e le norme su cubature e impatto ambientale». Piscine, foresterie, parcheggi, spogliatoi e palestre, opere realizzate con il solo nulla osta del commissario straordinario, Claudio Rinaldi, dotato di poteri speciali per arrivare puntuale allappuntamento con il nuoto mondiale. Rinaldi è indagato per quelle decisioni prese forse in fretta, ma secondo il pm Sergio Colaiocco in spregio al piano regolatore. Ci sono "abusi" in aree verdi protette o a rischio esondazione perché vicine al Tevere. Sigilli nei circoli "Roma 70", "Polisportiva Parioli Tiro a Volo", "Roma team sport", "Polisportiva Città futura", "Cristo Re", "Axa Immobil sport", "Real sport village", "Associazione Agepi", "Villa Flaminia", "Sport 2000". Il giudice Donatella Pavone nelle ordinanze ipotizza illeciti soprattutto per le opere costruite senza lintesa con il Campidoglio, che non ha riscosso oneri concessori per circa cinque milioni di euro. Ma in qualche caso il magistrato ha contestato metri cubi in più anche nelle strutture con autorizzazioni regolari. Qualche mese fa erano stati "chiusi" altri quattro impianti al "Salaria Sport Village", al "Tevere Remo", al "Gav New city" e al "Flaminio sporting club". Per il giudice la sanatoria approvata dal Comune nel luglio scorso non ha senso, non regolarizza i nulla osta del commissario straordinario, le cubature in eccesso. «Alemanno disse: bisogna chiudere un occhio, senza spaccare il capello in quattro e analizzare la legittimità degli atti compiuti», ricorda il vicepresidente della commissione ambiente in Campidoglio, Athos De Luca, del Pd. Il sindaco, che ieri ha espresso solidarietà a Malagò, si augura che la magistratura, «chiarisca presto». Ma la procura non chiuderà linchiesta a breve. Il pm si è messo ad indagare su presunti illeciti commessi allepoca della gestione dal primo commissario di Roma 2009, Angelo Balducci, attualmente presidente del Consiglio superiore del lavori pubblici. Il filone di inchiesta riguarda gli impianti del "Salaria Sport Village" di Settebagni in cui sono state realizzate e sequestrate opere di ampliamento per 160 mila metri cubi con piscine e foresterie. Il circolo privato, fondato dal figlio di Balducci, Filippo, fu realizzato con lacquisizione di terreni agricoli in zona ritenuta dalla procura «a rischio esondazione del Tevere». Filippo Balducci ha successivamente ceduto le quote a due fiduciarie socie del circolo. Claudio Rinaldi, nominato Commissario per i mondiali di nuoto dopo Balducci, firmò le autorizzazioni alla realizzazione delle opere pure per il Salaria Sport Village.