Nato come editore Gabriele Mazzotta ha realizzato nell'88 la fondazione che con più di mille opere su carta svolge il duplice ruolo di museo e galleria d'arte. Grazie alla raccolta del Novecento lasciata in eredità dal padre Antonio, la fondazione ha colmato il vuoto culturale in un periodo in cui Milano languiva. Cento mostre all'attivo, molte in tandem col Centre Pompidou, col Museo Puskin, col Bauhaus Archiv e il Brucke Museum hanno fatto sì che Mazzotta (che porta avanti in parallelo editoria e fondazione) si è guadagnato l'European museum award '95. «Negli anni Sessanta ho aperto i battenti per realizzare il mio sogno: fare libri sulle avanguardie storiche come pop art, dada, surrealismo - dice Gabriele Mazzotta, presidente della fondazione -. Un grosso successo è stato Kitsch di Gillo Dorfles, nel '68; ma mi sono accorto in fretta che fare l'editore culturale non era un plus, era un minus. Per 14 anni ho morso il freno ed è stata la nascita della fondazione a dare impulso alla casa editrice che oggi pubblica cento libri l'anno. Nella nuova avventura ho convogliato tutte le mie forze perché organizzare mostre era anche il modo per produrre libri e cataloghi senza passare dalla distribuzione». «Oltre all'allestimento fornisco l'idea e la ricerca delle opere; so come muovermi con musei e istituzioni perché nei primi anni di lavoro avevo già fatto esperienze del genere. Collaboro col ministero degli Esteri e la mia attività prevede ogni anno tre mostre in sede più 15 in Italia e all'estero. Oggi ho sovvenzioni dalla Provincia e dalla Regione e i bilanci sono attivi grazie anche alla qualità degli scambi coi musei». - Quali figure professionali coinvolge la fondazione? «Il mio staff è di una ventina di persone laureate in storia dell'arte. Oltre alle lingue europee conoscono il russo e il giapponese e sanno tutto sui meccanismi tecnico culturali per allestire una mostra».
Uno staff di storici dell'arte
Gabriele Mazzotta ha fondato la fondazione Mazzotta nel 1988, che svolge il ruolo di museo e galleria d'arte con oltre mille opere. La fondazione ha colmato il vuoto culturale a Milano e ha realizzato cento mostre, tra cui alcune in collaborazione con istituzioni europee. Mazzotta ha anche realizzato la casa editrice, che pubblica cento libri all'anno. La fondazione collabora con il ministero degli Esteri e organizza tre mostre all'anno in sede e 15 in Italia e all'estero. Il personale della fondazione è composto da una ventina di persone laureate in storia dell'arte, che conoscono diverse lingue e hanno esperienze nel settore culturale.
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