"Tunnel", nuova casa dopo ottant'anni la storica associazione di via garibaldi Dai locali di Palazzo Spinola, venduti da Deutsche Bank, all'ex sede degli industriali: tuffo nell'arte di Palazzo Doria DA PALAZZO SPINOLA, che ha cambiato proprietà dei piani alti dopo la vendita da parte di Deutsche Bank, al dirimpettaio Palazzo Doria. Dopo 80 anni il Circolo Artistico Tunnel ha traslocato. Occupa da pochi giorni il piano nobile e il secondo piano, circa 1000 metri quadrati di sfavillante e antico splendore, della cinquecentesca dimora, rimaneggiata nel 700, di via Garibaldi dove, nell'attico, abita ancora il proprietario, un discendente di uno dei rami Doria. I soci del circolo, 440 circa, e il padrone di casa si sono sobbarcati una spesa di ben oltre un milione di euro per restaurare ambienti che erano oramai nel pieno della desolazione. Per anni sede dell'Associazione Industriali, quindi di uffici comunali, infine svuotata e chiusa. Con una avanzata del degrado che aveva colpito senza pietà: gli affreschi barocchi con scene mitologiche sfigurate dalle infiltrazioni, i soffitti di seta, gli antichi infissi rovinati dall'abbandono, il cinquecentesco pavimento di cocciopesto umiliato dal linoleum. Fino all'apertura del cantiere, circa un anno fa, con una impresa, la Brc, che ha lavorato con perizia sotto la guida degli architetti Arturo Isola e Maurizio Contini, sorvegliata da Gianni Bozzo allora funzionario della soprintendenza della Liguria, oggi soprintendente in Piemonte. Lo stesso che curò a suo tempo il ritorno al fulgore dell'intera Strada Nuova. Si entra con il padrone di casa, Giuseppe Carcassi presidente del Circolo Tunnel, in stanze vastissime già arredate e con una quadreria importante e arazzi fiamminghi, tra imponenti camini che sembrano altari di pietra e un biliardo che prende luce da finestre affacciate su una corte nascosta di magnolie e cachi. E ancora porte riportate al lucore dell'oro, volte a corciera sopra scaloni di nascosta bellezza, stucchi settecenteschi e pavimenti coevi, intarsiati, assolutamente alla page. Usava così, nel Settecento quando i Doria vi si insediarono. La sala da pranzo potrebbe essere la sala da ballo di re e regine, e l'ex camera da letto dei coniugi Serra-Doria è una riservata biblioteca, l' alcova per il servizio igienico (anche nella nobilissima Strada Nuova si buttava il contenuto del bugliolo giù dalla finestra) è diventata un angolo per lo scrittoio. Alle pareti alcuni medaglioni con i ritratti delle donne delle diverse casate, le uniche appartenenti al sesso femminile che fin qui hanno avuto accesso al Circolo Tunnel. Ma affrescate sulle pareti. Come è noto, dai tempi della sua fondazione, nel 1891 quando si fusero due circoli genovesi la Società del Tunnel e il Circolo Artistico, il Circolo non accetta l'iscrizione di donne. Che entrano solo se accompagnate. Qui hanno trascorso il loro prezioso tempo libero Giuseppe Verdi, Nicolò Barabino, Camillo Sivori e Alfredo d'Andrade, ma non una imprenditrice, una intellettuale, un'attrice, un'eroina genovese. E neppure una nobile. Nei secoli la lista delle "meritevoli" sarebbe lunga. Contemporanee comprese. In una città dove il sindaco, il direttore regionale dell'istruzione, il prefetto, il direttore generale della Asl, sono donne. «Ma l'esclusività del Tunnel è più un modo di dire che una realtà», si schermisce il presidente Giuseppe Carcassi. Che assicura essere il Circolo - dove peraltro si accede solo se si è"presentati" da uno dei soci, a loro volta la créme degli imprenditori, degli armatori, dei professionisti genovesi a formare una lobby potentissima - un luogo più aperto di quel che si immagini. A chi? Intanto l'intervento della Soprintendenza dei Beni Monumentali e Architettonici, anche con un piccolo contributo finanziario oltre che con la supervisione, chiede in cambio l'apertura al pubblico con visite guidate degli ambienti restaurati. «Disponibilità che già abbiamo dimostrato, oltre che accogliere associazioni- precisa Carcassi- che chiedono ospitalità in speciali occasioni». Chi potrà vedrà la magnificenza del posto. Donata Bonometti bonomettiilsecoloxix.it
GENOVA - Dopo 80 anni il Circolo Artistico Tunnel ha traslocato.
Il Circolo Artistico Tunnel, una storica associazione di via Garibaldi, ha traslocato in un nuovo luogo dopo 80 anni. Il circolo ha acquistato il piano nobile e il secondo piano di Palazzo Doria, un cinquecentesco edificio che era stato abbandonato e in disuso. I soci del circolo hanno investito oltre un milione di euro per restaurare gli ambienti, che erano stati danneggiati dal degrado e dalle infiltrazioni. Il circolo è stato fondato nel 1891 e ha sempre escluso le donne, ma il presidente Giuseppe Carcassi afferma che il circolo è diventato più aperto nel tempo.
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