Il Comune di Firenze vede la «pagliuzza» nell'occhio della Soprintendenza al Polo Museale fiorentino e non si accorge della trave che si trova nel proprio. Il problema riguarda la cultura, in particolare la Direzione oggi guidata da Maurizio Talocchini. Nei giorni scorsi il sindaco Renzi ha criticato, anche aspramente, la direzione del Polo Museale fiorentino, soprattutto per quanto riguarda la gestione del denaro che entra. Al tempo stesso ha elogiato il direttore della Galleria degli Uffizi senza rendersi conto - come abbiamo scritto ieri in questo giornale - che il padre di tutti i musei sta soffrendo dei grossi problemi (sale chiuse, ascensori fermi..,). In questa situazione Renzi dimostra di non avere le idee molto chiare sulla gestione degli spazi dedicati alla cultura a Firenze. Soprattutto i musei, quelli comunali, pati scono di ben altri problemi e, appunto, prima di criticare i problemi degli altri sarebbe bene che si accorgesse dei propri. Ne abbiamo inventariati alcuni. Prendiamo il Bardini, l'ultimo nato tra i musei del Comune di Firenze, il fiore all'occhiello della cultura di Palazzo Vecchio, riaperto dopo 10 annidi lavori, restituito alla città lo scorso aprile dopo che l'allora assessore alla Cultura, Eugenio Giani, aveva organizzato conFerenze stampa a raffica per la sua riapertura. Ebbene questo museo, dopo 10 armi di lavori e a 6 mesi dalla riapertura non ha una catalogo. Neanche piccolo. Nemmeno una guida. Neanche in fotocopia. Eppure un museo così bello e interessante meriterabbe di essere non solo ammirato ma anche compreso fino in fondo. E così il turista curioso (e anche un po' coraggioso) che si avventura Diladdarno e non visita solo Palazzo Pitti ma sceglie di ottenere di più, paga il biglietto (5 euro) e si avventura in un viaggio, incomprensibile. Francamente all'estero, un museo senza guida cartacea sarebbe improponibile, ma non in Italia. La direttrice, Antonella Nesi, si difende dicendo che è nei programmi la realizzazione di una guida ma che nel frattempo sono uscite dei volumi su alcuni particolari aspetti delle collezioni conservate al Bardini. Evidentemente non basta. La direttrice dei musei comunali di Firenze, la piemontese Elena Pianea, spiega con una maggiore dovizia di particolari che la realizzazione «di strumenti di comunicazione comuni per tutti i musei comunali, perché manca una linea che sia nostra per stile e per contenuti». Insomma Renzi critica l'operato dell'Acidini quando i suoi musei mancano anche dei minimi strumenti per il turista. E appaiono quanto mai umoristiche le voci che preannunciano il varo di un bando per i servizi aggiuntivi nei musei comunali, comprendenti anche il bookshop quindi. «Un'ipotesi che stiamo valutando» ha detto la direttrice Pianea. Però viene da chiedersi: che cosa metteranno in vendita al bookshop se Palazzo vecchio ancora non ha una sua linea di guide museali agili e utili al turista? Al contrario c'è da aspettarsi che in vendita ci finiscano libri scritti e pubblicati da altri. Di fronte a una situazione del genere viene il sospetto che la gestione di questo particolare museo sia quanto meno un po' confusa. Un esempio ulteriore? Una delle opere più importanti del museo, la scultura di Donatello denominata Madonna della mela, ad aprile scorso pubblicizzava sugli inviti cartacei la riapertura del museo. Ebbene, quando il Bardini schiuse i battenti e il pubblico finalmente affluì quell'opera non c'era perché in prestito all'Impruneta. Ecco quindi il gravoso impegno che il neo direttore della Cultura, Talocchini, e la direttrice Pianea dovranno affrontare. Anche perché - è bene non dimenticarlo mai - tra le finzioni statutarie del Comune di Firenze è da sempre posta in rilievo la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale della città in tutte le sue forme. Ma aprendo i musei (e mantenendoli) senza un'adeguata strumentazione esplicativa, in che modo si rispettano le disposizioni statutarie?
FIRENZE - Renzi critica i musei statali Nei suoi accade di peggio
Il Comune di Firenze critica la gestione del Polo Museale fiorentino, in particolare la Direzione guidata da Maurizio Talocchini, per la gestione del denaro e la mancanza di strumenti di comunicazione per i turisti. Il sindaco Renzi ha elogiato il direttore della Galleria degli Uffizi, ma non si è accorto dei problemi dei musei comunali. Il Bardini, uno dei musei comunali, ha aperto i battenti dopo 10 anni di lavori, ma non ha una guida cartacea e non ha un catalogo. La direttrice del museo, Antonella Nesi, si difende dicendo che è nei programmi la realizzazione di una guida, ma non basta.
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