Beni Culturali Il direttore generale per la valorizzazione: aumentare il numero dei visitatori Scommette sui musei aperti anche di sera, su un'accoglienza che soddisfi ogni esigenza del visitatore, dalle cafeterie ai bookshop, ma anche su più pulizia, il direttore generale per la valorizzazione dei Beni culturali Mario Resca. «I musei romani hanno un'affluenza molto minore di quella che potrebbero avere afferma . Nella Capitale nessun museo arriva o supera il milione di visitatori l'anno». E per invogliare anche i romani a passare una notte o una giornata al museo Mario Resca pensa anche alla pubblicità e all'intervento dei privati: ci potrebbero essere sgravi fiscali come in tutto il mondo per i nuovi «mecenati» dell'arte. «Bar, informazioni e bookshop: nuovo corso per i musei» Mario Resca, responsabile per la valorizzazione: sgravi fiscali per i privati che investono Scommette sui musei aperti anche di notte e sullo sviluppo di un'accoglienza che soddisfi ogni necessità del visitatore, come caféterie e bookshop, Mario Resca, il nuovo direttore generale per la valorizzazione dei Beni culturali. Una direzione tutta nuova, nata il 7 agosto dopo un iter lungo nove mesi, ha portato Mario Resca ad essere il «manager dell'arte»: al collegio Romano sta mettendo a punto la sua strategia. Come ha trovato i musei romani? «Roma è quella che ha con Firenze la maggior quantità e qualità di opere artistiche, ed è una città turistica. Ma i nostri musei hanno un'affluenza molto minore di quella che potrebbero avere, e mi riferisco anche agli stessi cittadini romani, potenziali visitatori che a volte non conoscono il grande patrimonio artistico della loro città. Dai dati che abbiamo, eccezion fatta per il Colosseo e i Fori che tocca quasi i 5 milioni, nella capitale nessun museo arriva al milione di persone l'anno». Qualche dato? «Il più visitato è Castel Sant'Angelo che, secondo i dati del 2008, ha raggiunto i 734.583 visitatori annuali, seguito dalla Galleria Borghese con 486.885. Questi due distanziano di gran lunga gli altri, perché abbiamo 33.480 visitatori per la galleria Spada e solo 16.662 per la galleria Corsini. Eppure sono tutti incredibili: gli americani con un quarto di quello che possiedono questi musei, hanno quattro o cinque volte più visitatori ogni anno». È stato, infatti, incaricato della loro valorizzazione: che intende fare? «Aperture più lunghe e meglio adeguate alle necessità di chi desidera visitarli. Quindi porte aperte fino alle nove di sera e magari una volta al mese fino alla mezzanotte. E inoltre puntando sulla comunicazione e la pubblicità: durante la settimana della cultura con 'spot' e aperture serali abbiamo avuto il 71 per cento in più di visitatori». Quali gli ostacoli per le aperture prolungate o in notturna? «Sto trattando con i sindacati. Il primo problema è quello del personale». Veniamo all'accoglienza: quali interventi? «I nostri musei sono anzitutto mal segnalati, non si sa come raggiungerli. Il mio obiettivo è inoltre creare un sistema di caféterie di alta qualità, bookshop, merchandising con nostra licenza, come avviene in tutti i musei del mondo: qui da noi il merchandising è in pratica affidato agli abusivi, che sono diventati i 'mercanti del Tempio'. E tanti grandi eventi che attirino da noi un maggior numero di turisti. Inoltre c'è un punto al quale tengo moltissimo: più pulizia». Il museo Etrusco a Valle Giulia: è unico al mondo. Come pensa di poterlo rendere più conosciuto? «Tra poco più di un anno proclameremo l''Anno degli Etruschi'. E per Vila Giulia come per gli altri musei abbiamo intenzione di fare in modo che parte dei maggiori introiti che arriveranno restino ai musei: i direttori diventeranno così anche un po' dei 'manager'». La mancanza di fondi è una lamentela costante... «Per questo stiamo anche cercando di coinvolgere i privati come avviene all'estero: incentivi fiscali per chi fa le donazioni. Incoraggiando così nuovi mecenati». Lilli Garrone