Il caso Lappello del direttore di Palazzo Reale: "Pochi soldi, sempre meno dipendenti. Chiediamo aiuto ai genovesi" «Cercasi volontari per tenere aperto il museo di Palazzo Reale»: non è una boutade, ma è il serissimo e disperato appello di Luca Leoncini, direttore di uno dei due musei statali di Genova. Si è rivolto ai carabinieri in pensione, alle associazioni di volontariato, servono una decina di custodi per permettere a uno dei musei più importanti della città di poter essere visitato dal pubblico. Ora sono rimasti 20 custodi per una gigantesca infilata di stanze, saloni, gallerie che non conoscono flessioni di visitatori, anzi. «Se il personale si ammala o ha bisogno di un permesso devo chiudere al pubblico diversi settori del Palazzo, in alcuni casi sono stato costretto a non aprire proprio il museo», descrive una situazione drammatica, Leoncini. «Eppure ho i cassetti pieni di curricula di giovani laureati in Storia dellarte, in Beni culturali, e non posso offrirgli nulla, mentre avrei così bisogno di loro». Fino a sei anni fa cerano trenta custodi: «Il turn over si è bloccato - spiega Leoncini - ho spiegato al ministero che qui è necessario sostituire chi è andato in pensione, mi hanno risposto seccamente che le assunzioni sono bloccate. Lanno scorso abbiamo ricevuto un finanziamento di 80.000 euro, sei anni fa erano 250.000. Anche se lItalia si sta dimenticando del suo patrimonio, i cittadini devono risvegliarsi da questa barbarie: ecco perché lancio lappello, aiutateci a salvare Palazzo Reale».