CIVIDALE. Della questione era stato informato direttamente il ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi, sia da parte del sindaco Attilio Vuga - che gli aveva sottoposto il problema in occasione della sua presenza ad Aquileia, circa un anno fa , sia dai parlamentari friulani: allo stato attuale, però, non paiono esserci prospettive incoraggianti per il caso del Duomo di Cividale, che si è visto sfumare un contributo di 600 mila euro (destinato ad importanti, se non addirittura urgenti, opere di risanamento e restauro all'interno) perché la Soprintendenza regionale ha fatto scadere i termini fissati per l'appalto. La speranza era che, in qualche modo magari girandoli a qualche società specializzata in azioni di recupero , i fondi inevitabilmente riassorbiti dal Ministero venissero destinati nuovamente alla basilica di Santa Maria Assunta, anche in considerazione del progetto di candidatura nazionale all'Unesco che è capeggiato proprio dalla città ducale: c'era comunque la consapevolezza che non sarebbe stata un'operazione semplice, e finora infatti (a dodici mesi di distanza dal momento in cui si apprese della perdita del contributo) niente si è mosso. L'arciprete di Cividale, monsignor Guido Genero, non nasconde la propria amarezza né la disillusione. Poche parole ma pungenti: «La situazione è totalmente deludente. Non ho alcuna notizia e ormai sono rassegnato. Il finanziamento è irrimediabilmente perso, i soldi sono tornati a Roma e la Soprintendenza non si fa né vedere né sentire». A farne le spese sarà il duomo di Cividale, dove circa cinque anni fa erano stati effettuati una serie di sondaggi su pareti e colonne (era stato riportato alla luce il marmorino originario) per definire obiettivi e priorità dell'intervento che si sarebbe dovuto eseguire: ma l'appalto non c'è stato, con la conseguenza che, appunto, i 600 mila euro sono stati ritrasferiti al Ministero. Tutto questo mentre la cittadina ducale insegue il sogno dell'Unesco. E il caso purtroppo non è unico. Una vicenda analoga, della quale si era ampiamente parlato, a suo tempo, in sede di consiglio comunale, ha riguardato infatti un finanziamento (dell'importo di 230 mila euro) erogato per la chiesa di San Giovanni in Xenodochio, cantiere da circa 15 anni. Tornando alla perdita dei 600 mila euro, era bruciata parecchio anche alla giunta civica, che al momento della loro assegnazione aveva ritenuto più opportuno destinarli alle opere di restuaro del Duomo piuttosto che ad azioni di ripristino di beni di proprietà comunale.