L'accordo fra comuni divide il Pd: «Siamo sicuri che serva davvero?» Il protocollo d'intesa prevede il potenziamento degli alberghi e può essere rescisso in ogni momento Camminando fra il grano e il verde dei campi, fra via degli Olmi e l'autostrada, è difficile immaginare che attorno a questa zona si stia giocando una partita che rischia di mettere a dura prova i nervi (e i rapporti) all'interno del centrosinistra versiliese. Su questi terreni dovrebbe nascere il palacongressi frutto dell'accordo fra Pietrasanta e Forte dei Marmi. Una struttura (e un accordo fra i due comuni) che fa storcere il naso a molti, da una parte e dall'altra del confine. Anche perché lo schema di protocollo d'intesa che oggi andrà in discussione al consiglio comunale di Pietrasanta lascia più di un dubbio. Gli impegni. Il protocollo prevede l'impegno delle amministrazioni a costruire il palacongressi (in grado di ospitare 20-25 eventi l'anno) e la piscina comprensoriale alle spalle del campo di atletica, variando la destinazione urbanistica delle aree. Inoltre, è previsto il miglioramento dello svincolo dell'autostrada. E, infine, i comuni si impegnano «ad apportare agli strumenti urbanistici le modifiche necessarie a consentire il potenziamento delle strutture ricettive esistenti nelle aree limitrofe». Una previsione che viene vista come un favore agli alberghi. E se a Pietrasanta il capogruppo Pd Domenico Lombardi parla di «una dichiarazione elettorale in vista del prossimo anno», a Forte il pensiero va direttamente a un albergo con "nome e cognome": quel Versilia Holidays che ha presentato da anni un maxiprogetto di ampliamento "rallentato" poi dall'adozione della variante al regolamento urbanistico. E che ora, dopo essere uscito dalla porta potrebbe rientrare dalla finestra. La disdetta. Nel protocollo è previsto (come voluto da Buratti) che il palacongressi non possa essere destinato a commerciale, direzionale o residenziale. Ma l'ultimo articolo dell'accordo contiene una previsione che a molti fa "drizzare le orecchie": ciascuna delle parti, infatti, può recedere in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, semplicemente con un preavviso di tre mesi e senza pagare indennizzi. La paura, insomma, è che le (buone) previsioni contenute nell'accordo possano essere sconfessate con una raccomandata. I mal di pancia. Ce n'è abbastanza, insomma, per scatenare un dibattito. Che a Forte ha visto affiorare malumori all'interno della coalizione che appoggia Buratti. Si tratta, in gran parte, di distinguo, precisazioni, richieste di chiarimenti arrivate in riunioni di partito o di coalizione. Ma c'è chi, come Vivaldo Tonini, non esita a chiedere «un'indagine di mercato per capire se una struttura del genere sia utile a Forte dei Marmi. Anche considerando che l'area che va a interessare è una zona di pregio». Da parte sua, il Pd di Pietrasanta ribadirà la sua contrarietà: «Sulla piscina siamo d'accordo - dice Lombardi -. Sul palacongressi ribadiamo le perplessità che già avevamo quando fu inserito nel piano strutturale: ci chiediamo se quella sia la localizzazione giusta e se sia veramente necessario, soprattutto con quelle dimensioni. Poi vorrei far notare che andiamo a votare una dichiarazione di intenti su cui l'altro interlocutore, Forte dei Marmi, ancora non ha deciso niente...».