La bocciatura ufficiale della buvette senatoria è arrivata e porta il timbro istituzionale di Marcello Pera. La costruzione non è ancora ultimata, ma la storia del roof-garden è già costellata di visite illustri, formali e inquisitorie. All'indomani del sopralluogo del Campidoglio, ieri è stata la volta del presidente di Palazzo Madama. Dopo aver rimirato de piazza della Rotonda quei padiglioni di ferro e vetro, è arrivato sul tetto e da lì ha sentenziato: giudizio negativo La maxi-veranda proprio non va. Ricevuta la relazione di tutti i lavori effettuati nel complesso di Palazzo della Minerva, ora Pera presenterà le sue considerazioni. Un passo che fa presagire la possibile demolizione della struttura che ha cambiato i connotati al panorama della zona del Pantheon, mettendo a tacere uno scandalo che balza agli occhi, non appena si alza lo sguardo. Eppure lì sotto c'è ben altro, perché questa non è che la ciliegina sulla torta di un pesante intervento consumato nel cuore di Roma. La verandona del Senato? Visibile, certo, ma sicuramente un particolare in confronto alle cubature cresciute nel ventre di Palazzo della Minerva per ospitare la Biblioteca Spadolini. Un edificio nell'edificio, costruito, come la buvette, in barba alle leggi della città. A tradire quei nuovi volumi possono essere solo una visita alla Biblioteca del Senato, oppure un volo d'uccello sui tetti della Capitale. Ed ecco l'anomalia: al centro dello storico palazzo un tempo c'era un cortile. Oggi non c'è più. Il "vuoto" è stato riempite ben bene dalla Biblioteca del Senato, secondo il progetto concepito da Spadolini nel '91. Un anno dopo, i lavori nel Palazzo della Minerva venivano affidati al Provveditorato alle Opere Pubbliche del Lazio. Un'impresa che si è fatta largo con il ricorso al cosiddetto "articolo 81 ", una legge che consente agli organi di Stato di edificare in deroga alle norme urbanistiche. Strumento utilizzato abitualmente -le pratiche dovevano comunque passare per gli uffici comunali, che almeno fino a pochi anni fa erano intasati da centinaia di documenti di questo tipo - per scavalcare divieti e costruire ciò che sarebbe stato possibile solo con delle varianti al piano regolatore. «Quando Spadolini, allora presidente del Senato, mi parlò del suo progetto per la Biblioteca - racconta il Soprintendente ai Beni Archeologici di Roma, Adriano La Regina - risposi che escludevo si potesse realizzare. Ma la proposta fu approvata e passò una legge che stanziava un ingente finanziamento per la costruzione della biblioteca. Nel testo finale, però, la legge ribadiva la necessità di attenersi alle normative vigenti, escludendo qualsiasi possibilità di deroga». Come dare l'ok al progetto, insomma, e affermare nel contempo l'impossibilità di eseguirlo. Un principio tortuoso, che solleva nuovi interrogativi sul percorso seguito e che comunque andò in porto. « Per quanto mi competeva - spiega ancora il Professor La Regina - furono eseguiti una serie di accertamenti archeologici sia sotto le cantine dell'edificio che nella parte antistante di piazza della Minerva. Scoprimmo che l'intero palazzo insiste sopra i Septa, degli edifici con grandi cortili che nella Roma antica avevano funzioni elettorali. Un'opera di scavo importante, che ha portato ad una migliore conoscenza della topografia antica».
La biblioteca del Senato. II cortile storico non esiste più
La buvette senatoria, costruita in barba alle leggi della città, è stata bocciata dall'ufficio del presidente del Senato, Marcello Pera. La struttura, che ha cambiato il panorama della zona del Pantheon, è stata costruita senza attenersi alle normative vigenti. La costruzione della buvette è stata possibile grazie all'articolo 81, una legge che consente agli organi di Stato di edificare in deroga alle norme urbanistiche. La buvette è stata costruita su un edificio storico, il Palazzo della Minerva, che aveva un cortile nel centro. Il cortile è stato riempito dalla Biblioteca del Senato, progettata da Spadolini nel 1991.
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