NECCO, AZIENDA SOGGIORNO DI POMPEI: MONITOR FUORI USO. Spinosa: assediati da scippi e rapine, ho chiesto più volte aiuto alla polizia. Il sindacato: i disoccupati entrano quando vogliono, serve un presidio per garantire maggiore vigilanza. SICUREZZA nei musei? «Ma se nell'archeologico i disoccupati entrano quando vogliono» lancia l'allarme il sindacato. La soluzione sta nell'installazione di presidi fissi di polizia. Una richiesta che il soprintendente ai beni artistici e storici, Nicola Spinosa, giura di «aver fatto migliaia di volte». Musei nel mirino dei terroristi islamici? «Sarebbero gli unici ad accorgersi che a Napoli ci sono anche i musei -polemizza ironicamente Spinosa - le nostre strutture sono tanto insicure da essere sicure, almeno dal punto di vista di un attacco terrostico». Perché, e il soprintendente lo dice chiaramente, «San Martino, Capodimonte, Floridiana o Villa Pignatelli quotidianamente devono fare i conti con la mancanza di sicurezza. Scippi, rapine, aggressioni, invasioni di disoccupati, parcheggi abusivi. Ce n'è per tutti i gusti nel patrimonio museale napoletano». Un parere condiviso anche da Eduardo Tammaro, responsabile della Cgil per il museo archeologico nazionale: «II problema più grosso è al cancello principale, ad orario di apertura, quando ci sono tre o quattro scolaresche da far entrare. Spesso due o tre disoccupati si intrufolano tra i ragazzi e poi occupano il museo». Insomma, i terroristi potrebbero entrare senza grossi problemi. «Abbiamo chiesto da tempo un presidio di polizia - continua Tammaro - anche perché c'è il problema di zaini e borsoni. Devono essere depositati nel guardaroba, ma non possono essere ispezionati dai nostri addetti. Per questo ci vorrebbe la polizia». Altra soluzione, da chiedere al soprintendente Stefano De Caro, «disciplinare meglio l'ingresso e nel caso fare più controlli ai visitatori». All'intero, però, sarebbe più difficile agire perché tutto il museo è sotto l'occhio di telecamere collegate a una sala operativa 24 ore al giorno. Comunque i luoghi aperti al pubblico sono molto più difficile da difendere. Ne è convinto Gioacchino Lanza Tornasi, soprintendente del Teatro San Carlo. «Premesso che noi stiamo pensando di affidare la sorveglianza al posto di ingresso a una ditta esterna di vigilanza - spiega Lanza Tornasi - sottolineo che non è facile pensare in questo modo. È vero che manca un posto di polizia, ma non si può pensare di militarizzare un luogo aperto al pubblico. Non so in Israele come fanno nei teatri. Lì, però la realtà è diversa. Forse, in determinati momenti storici, ci vogliono maggiori controlli al pubblico. Ma non spetta a me deciderlo. È una questione di ordine e sicurezza pubblica». Ci sono poi strutture, come gli scavi di Pompei, che potrebbero essere sicure ma che per qualche ragione non lo sono. Luigi Necco, commissario dell'Azienda Autonoma di cura, soggiorno e turismo, spiega una vicenda tutta italiana: «Pompei poteva essere l'unico monumento realmente sorvegliato, perché dotato di un impianto moderno di telecamere a circuito chiuso lungo tutto il perimetro. Sistema che non funziona più. Era affidato ai tecnici, però i custodi lo hanno voluto in gestione. E quando glielo è stato affidato, la stessa notte, dopo solo qualche ora, il sistema si è rotto». Si prevedono tempi abbastanza lunghi per riattivare le telecamere: «Ieri mattina ho parlato con il questore Malvano per illustrargli il problema. Così come parlerò con alcuni funzionali per prendere dei seri provvedimenti. Pompei può essere un monumento a rischio, sia perché è un luogo simbolico, sia perché a pochi chilometri di distanza vivono comunità di stranieri, spesso extracomuni-tari clandestini, abbastanza numerose».
"La sicurezza nei musei? E una beffa"
Il patrimonio museale napoletano è stato oggetto di numerose violazioni di sicurezza. Scippi, rapine, aggressioni e invasioni di disoccupati sono state segnalate. Il sindacato Cgil ha chiesto più volte l'introduzione di presidi di polizia per garantire maggiore vigilanza. Il soprintendente Nicola Spinosa ha affermato che i musei sono sicuri solo dal punto di vista di un attacco terrostico, ma che la mancanza di sicurezza è un problema reale. Il responsabile della Cgil per il museo archeologico nazionale, Eduardo Tammaro, ha chiesto un presidio di polizia per controllare gli ingressi e le zaine e borsoni dei visitatori.
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