Il progetto del neo-responsabile del Centro storico per valorizzare la città vecchia Seconda tappa: quattro mini-isole da San Domenico a piazza Marina Lassessore Carta: "Eventi e show, non bastano le transenne" Si punta a ottenere finanziamenti europei e regionali Appello a comitati e realtà culturali Oppure la chiusura delle sue traverse, quelle che scivolano verso il mare. Il neo-assessore al Centro storico, Maurizio Carta, ha avviato un ciclo di incontri con rappresentanze di categoria, associazioni culturali e comitati cittadini per spiegare la sua idea di centro storico: qualità della vita e recupero dello spazio pubblico attraverso un nuovo concetto di mobilità allinterno dei quattro mandamenti. Il progetto complessivo al quale Carta lavora abbraccia quattro grandi aree: via Maqueda e le sue traverse, piazza San Domenico fino alla Cala, piazza Marina e via Alloro, e ancora la fetta di città che racchiude il Foro Italico, la Kalsa, via dello Spasimo, piazza Magione e che arriva fino alla Galleria darte moderna di piazza SantAnna. «Si tratta- spiega Carta, docente di Urbanistica - di zone nelle quali i privati si sono già messi in moto promuovendo ristrutturazioni e riqualificazione. Adesso tocca al pubblico fare la sua parte». Come? «Muovendosi lungo tre direttrici: arredo urbano, eventi e parziali pedonalizzazioni - continua lassessore - dobbiamo lavorare per creare percorsi alternativi per il pedone nel centro storico: non ci sono solo gli assi principali ma un insieme di vie che, se valorizzate, possono costituire lattrattiva e lo stimolo per muoversi a piedi. Penso, per esempio, alla zona che da piazza San Domenico va fino alla Fonderia e alla Cala o al patrimonio di spazi urbani come piazza Marina». Il progetto di Carta prevede laccesso a finanziamenti regionali e comunitari, ma anche piccoli step di sperimentazione: «Nel periodo di Natale stiamo valutando la possibilità di chiudere al traffico via Maqueda o le sue traverse che vanno verso il mare - spiega - Non mettendo una transenna e basta, ma promuovendo attività ed eventi. Chiederò la collaborazione di associazioni, comitati e realtà culturali. La gente deve essere stimolata a passeggiare a piedi. E ho chiesto aiuto anche allAmat». Carta pensa anche alle piazze storiche: da piazza Bellini a piazza Bologni. «Sono già pedonali per vocazione - dice - ma se non si crea al loro interno unattrattiva, nessuno andrà a spendere lì il proprio tempo. La sperimentazione alla quale stiamo lavorando è una cosa seria: non voglio adottare uniniziativa il 1 dicembre per poi ritrovarmi il 6 gennaio come se nulla fosse successo». Nel lungo periodo Carta punta alla ripavimentazione di buona parte del centro e al recupero delle zone più in abbandono: per esempio Palazzo Reale e Monte di Pietà. «Non a caso sono le aree con la più alta densità di edifici pericolanti - conclude lassessore - per queste zone dobbiamo seguire liter inverso: cominciare con lintervento pubblico per stimolare quello privato. Sto lavorando a una delibera che, attraverso le economie dei bandi per i contributi ai privati degli anni passati, destini circa dodici milioni di euro ai cittadini che devono intervenire sugli edifici pericolanti». La prossima settimana lassessore al Centro storico continuerà gli incontri con associazioni, comitati e imprenditori: «In un momento di sofferenza economica abbiamo bisogno delle idee e della generosità della città». sa. s.
PALERMO - Il progetto del neo-responsabile del Centro storico per valorizzare la città vecchia
Il neo-assessore al Centro storico, Maurizio Carta, ha avviato un ciclo di incontri con rappresentanze di categoria, associazioni culturali e comitati cittadini per spiegare il suo progetto di valorizzazione della città vecchia. Il progetto prevede la creazione di percorsi alternativi per il pedone nel centro storico, l'organizzazione di eventi e spettacoli, la valorizzazione degli spazi pubblici e la ripavimentazione di buona parte del centro. Carta punta alla ripavimentazione di aree come Palazzo Reale e Monte di Pietà, che hanno la più alta densità di edifici pericolanti. Il progetto prevede laccesso a finanziamenti regionali e comunitari, ma anche piccoli step di sperimentazione.
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