PIAZZA CORRUBIO. Alcuni negozianti e gestori di locali hanno già chiuso i battenti e trasferito l'attività in altre zone. L'edicola è in piazza Pozza, l'arrotino va in Borgo Roma e la pizzeria si è «sdoppiata» in un locale a Ponte Catena Verona. L'edicola di piazza Corrubio, da due giorni, non è più al suo posto. È stata spostata in piazza Pozza e questo trasloco è solo l'aspetto più evidente di come il commercio qui sia già cambiato. Non è ancora sicuro, infatti, se il parcheggio interrato verrà costruito o se il ritrovamento di reperti archeologici importanti ne bloccherà la realizzazione, ma tra gli esercizi commerciali della piazza c'è già stata più di una rivoluzione. IL COMMERCIO. Momentaneamente, Laura Benini e la sua edicola sono state trasferite di un centinaio di metri. Altri, invece, hanno scelto di chiudere i battenti e di riaprirli lontano dai disagi del cantiere. L'arrotino ha traslocato in Borgo Roma. Il vicino negozio di articoli religiosi ha traslocato agli Orti di Spagna, così come il negozio di calzature «Na scarpa e un socolo». Anche la pasticceria che si affaccia su piazza Corrubio ha cambiato gestione da poco più di una settimana e si prepara, con i nuovi gestori, ad affrontare questa nuova sfida. I proprietari della pizzeria al taglio, invece, hanno aperto un'altra pizzeria vicino a ponte Catena. Tra i commercianti rimasti aleggia già il malcontento per le perdite registrate durante il primo mese di lavori. «Un disastro. Passano in pochi, manca il parcheggio, sentiamo già una differenza importante tra il prima e il dopo. Gli aiuti e gli incentivi promessi dall'assessore Corsi dovrebbero già essere attivi, anche se non so se potranno fare la differenza», è il parere di Valentino che insieme alla moglie titolare del negozio gestisce «Unghie e bellezze», il cui ingresso è a ridosso del cantiere. «Il Comune doveva pagare la penale e impedire anche solo l'inizio dei lavori. Così ci si metteva una pietra sopra ed eravamo tutti felici e contenti», spiega Claudio Lodi, proprietario del bar «Il canton de San Zen». FOGLI DI PROTESTA. Dello stesso parere anche tutti i sanzenati che passavano ieri per piazza Corrubio e che sbirciavano all'interno del cantiere. Niente di nuovo sotto il sole: residenti e commercianti contrari erano e contrari rimangono. Tanto che per sabato hanno organizzato una manifestazione di protesta, l'ennesima, per «Fare la festa al parcheggio». E alcuni fogli critici riguardo l'opera e soprattutto contro il sindaco, la circoscrizione e il direttore dei lavori del cantiere, sono stati affissi lungo i pannelli di legno che delimitano la zona d'azione degli operai e degli esperti della Soprintendenza. Tuttavia, ora che è trascorso un mese dall'apertura del cantiere, in molti si chiedono se quella di trovare reperti tali da bloccare l'intera opera sia davvero la soluzione più auspicabile. «Una volta trovati questi resti archeologici il parcheggio non si farà. Ma chi ci assicura che il cantiere rimarrà ugualmente aperto per anni, proprio a fronte di questi reperti?», si chiedono in molti. IL CARNEVALE. A rimetterci sarà il Carnevale 2010. Difficilmente, infatti, sia che i lavori del parcheggio vadano avanti sia che vengano fermati dai reperti, il cantiere avrà chiuso per il prossimo febbraio. E sulla questione di piazza Corrubio interviene anche Ginetto D'Agostino, presidente del Bacanal. «Questo parcheggio è un atto di prepotenza. Nessuno lo vuole, eppure verrà realizzato. Gli alberi saranno tagliati e la piazza stravolta», spiega D'Agostino, che ha già pianificato un percorso alternativo per la sfilata dei carri. «Dai portoni Borsari andremo dritti verso porta Palio, gireremo a destra prima al semaforo e raggiungeremo San Zeno da quella parte, anziché dalle Regaste». SICUREZZA. «In molti parlano di disagi economici e logistici, ma della sicurezza non parla nessuno eppure dovrebbe rappresentare una priorità, invece calpestata. Se dovesse incendiarsi qualcosa, ipotesi non remota dato che l'altro giorno è stato rotto un tubo del gas durante i lavori, chi verrebbe? Arrivare qui per autopompe e altri mezzi dei vigili del fuoco è impossibile», è la denuncia Cristina che lavora nella pasticceria di piazza Corrubio. Ilaria Noro