Pioggia di proposte per aumentare le aree off limits Costanza Pratesi del Fai: "Lo sforzo di Palazzo Marino cè ma non basta a compensare la scarsa attenzione allidentità urbana" Villette immerse nel verde, "oasi" fatte di ex case operaie risalenti a fine '800, gioielli architettonici che celebrano lEclettismo e il Razionalismo: ecco la mappa dei quartieri che vanno preservati da ampliamenti e sopraelevazioni Alessandra Mottola Molfino di Italia Nostra: "Siamo contrari ai singoli salvataggi, non si accetta il male minore" sono luoghi con villini a schiera e palazzine che «generano isole separate stilisticamente dal contesto urbano fortemente connotato». Sono case, come quelle del quartiere Aspari, «espressione di unepoca e di un contesto morfologico di valore», o villette che «testimoniano il concetto stesso del fornire residenze» agli operai della Pirelli nellomonimo quartiere progettato negli anni Venti. Fa effetto immaginarle con un sottotetto che spunta dal nulla, o unaggiunta posticcia sul fianco. E così, scorrendo lelenco delle undici zone (più il centro) che gli uffici dellassessorato allUrbanistica vogliono tutelare dagli ampliamenti di volumetrie permessi dal piano casa, ci si imbatte in realtà anche diverse, non solo temporalmente ma come testimonianze di epoche, di piani regolatori, di volontà edificatorie di sindaci e assessori dai nomi ormai lontani. Una lista che per Costanza Pratesi, dellufficio studi del Fai, indica già «uno sforzo di questa amministrazione», e che per il consigliere comunale Maurizio Baruffi è «un esercizio di buona volontà». Ma per entrambi, e ancor più per gli ambientalisti di Italia Nostra - pronti a ricorrere contro lincostituzionalità dei piani casa di tutte le Regioni - non basta a compensare la scarsa attenzione allidentità sempre più a rischio di questa città. La scelta di Palazzo Marino di identificare questi undici ambiti, in realtà, un primo risultato lha già ottenuto: da destra e da sinistra stanno arrivando proposte di emendamenti alla delibera, per inserire altre aree tra quelle da proteggere dalla carica dei magütt. «Ambiti, come gli edifici tra via Berengario e viale Giulio Cesare, sicuramente piccoli rispetto ai quartieri indicati dal Comune - aggiunge Pratesi - ma che rappresentano altrettanti contesti urbani identitari con unarmonia di linguaggio: preservarli significa tenere viva, dove si può, la storia di una città e dei suoi abitanti». La storia di una città animata dal fervore industriale che passa attraverso unaltra città-giardino: il quartiere operaio di via Lincoln, già incluso dal Comune, immaginato nel 1886 dallarchitetto Fazzini che, per i tecnici che ne chiedono la tutela, «rappresenta un unicum per chiarezza insediativa, compostezza, sobrietà». O il quartiere Porpora, con i tesori dei suoi giardini interni e il quartiere Pisacane con le sue villette a schiera, fino al Villaggio dei giornalisti, che coniuga Eclettismo e Razionalismo. Se però il criterio è questo, argomentavano ieri in Commissione consiglieri di maggioranza e opposizione, allora ci sono altri quartieri che meritano di non essere stravolti: la zona Cantalupa tra Famagosta e Assago, ma anche le case di via Colombo, in Città Studi, il Villaggio dei fiori a Lorenteggio o le casette dei ferrovieri di fronte a piazza Po, che sono al limite esterno di un altro quartiere dellelenco stilato da Masseroli, quello elegante e borghese di via Washington. «È unoperazione salvataggio un po timida quella che fa la giunta - aggiunge Baruffi - anche perché è vero che così si preservano dagli scempi edilizi aree già costruite, ma dallaltra parte non dimentichiamo che lo stesso Comune, attraverso il Pgt, sta disegnando un nuovo progetto di edificazioni nei vuoti della città». Nella ricerca di un criterio che salvi - o meglio, che cerchi di «ricucire il tessuto urbano», come spiega Pratesi - il Fai chiede che venga stabilito e poi applicato un criterio temporale, che metta al riparo dal cemento tutto ciò che è stato costruito prima di una data e che forma, quindi, un contesto consolidato che non va mutato. Chi, invece, non vuole commentare neanche i singoli salvataggi pensati dal Comune è Alessandra Mottola Molfino, presidente di Italia Nostra. Un rifiuto che parte da una concezione a monte: «Noi siamo del tutto contrari alladozione dei piani casa in ogni Regione, anche a quelli minori, anche alle loro varianti: non vale il principio che si accetti un male minore per scongiurare la speculazione», si accalora Mottola Molfino. Il suo è un "no" così forte che gli esperti di legge dellassociazione ambientalista stanno studiando i piani regionali per capire se, nelle pieghe, ci siano elementi di incostituzionalità.
MILANO - Dal centro a Città Studi lanima della metropoli da proibire al cemento
Il riassunto è il seguente:
Il Comune di Milano ha identificato 11 quartieri da preservare da ampliamenti e sopraelevazioni, tra cui villini a schiera e palazzine che generano isole separate stilisticamente dal contesto urbano. Questa scelta è stata definita un esercizio di buona volontà dal consigliere comunale Maurizio Baruffi, ma gli ambientalisti di Italia Nostra considerano che non sia abbastanza per compensare la scarsa attenzione all'identità urbana della città. Il Fai chiede che venga stabilito e applicato un criterio temporale per preservare il contesto urbano consolidato.
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