Davide Viziano in Sala Rossa contesta la delibera urbanistica che "blocca lattività delle aziende" "Una linea tracciata con il pennarello non è il modo giusto di amministrare" Via alle audizioni sullo strumento di passaggio verso il nuovo piano regolatore NON usa mezze parole, Davide Viziano, in veste propria di costruttore e rappresentando la Consulta per ledilizia: la variantona urbanistica va ripensata, perché è inaccettabile che una delibera del genere, che impone in pratica lo stop alle imprese impegnate su progetti che travalichino quanto previsto dalle Linee di revisione del Puc già disegnate da Piano, venga adottata dal Comune senza considerare lo stato di crisi in cui ci si trova. Perché, attacca Viziano in Sala Rossa, nella prima tornata di audizioni sulla variante urbanistica di salvaguardia, strumento di passaggio verso il nuovo Prg, (la cui veloce approvazione è caldeggiata da Marta Vincenzi perché non arrivi troppo e sgradito cemento), «una linea tracciata con il pennarello non è il modo giusto di amministrare una città che pensi al futuro, a meno che non si voglia amministrare oculatamente il degrado». La Vincenzi sbuffa. E, al termine degli interventi di ordini professionali, ambientalisti e comitati - peraltro in maggioranza a favore della variantona, anche se non mancano gli accenni critici sulle case di via Puggia, che saranno sì ridotte, ma verranno comunque costruite - la sindaco si confronta vivacemente proprio con viziano, dietro i banchi della giunta. «Dovrei consultare i costruttori prima di varare una delibera? Ma lo rigetto come metodo, non partiamo da interessi in campo» accusa la sindaco. Lui ribatte: non ci sono strumenti per confrontarsi, non ci date una mano. Non è vero, è la risposta, cè unintesa stilata con Assedil e industriali proprio per snellire le pratiche e sostenere le imprese in questo momento così difficile, possibile che proprio Viziano non lo sappia? Schermaglie a parte, sul piatto cè la questione fondamentale del Vincenzi-pensiero: il Comune ha diritto di decidere le linee del suo sviluppo futuro, considerando la compatibilità ambientale e sociale, senza cedere alle pressioni delle lobby? certo che sì, rivendica lei, che peraltro è pronta ad affrontare la critica degli ambientalisti: perché non hai inserito via Puggia nella variantona? «Non potevamo farlo, prima di tutto perché è un progetto che è compatibile con i criteri attuali - chiarisce lei, con al fianco il fido architetto Pier Paolo Tomiolo, direttore dellUrbanistica - Abbiamo dimezzato i volumi e ridotto ancora limpatto. Ma inserirlo nella variante avrebbe provocato una valanga di ricorsi che avrebbe bloccato tutta la nostra attività». Le case di Via Puggia come una "tassa" da pagare per poter andare avanti verso un nuovo Prg con norme ben chiare? Sì, ammette la Vincenzi, in un certo senso è un passaggio obbligato; se non si tratta di un altro caso-Acquasola, fa capire, poco ci manca. La variante di salvaguardia, peraltro, prosegue il suo cammino. Legambiente, Italia Nostra, lordine degli architetti, pur con critiche e distinguo, le dicono di andare avanti. Marylin Fusco (Idv) non obietta più sulla variante, almeno per ora, ma chiede che ci siano organismi nei quali siano rappresentate anche le imprese. Spazio per tutti, è la risposta, ma ognuno al suo posto.
LIGURIA - Edilizia, i costruttori allattacco della Variantona Vincenzi: "Mai mancato il sostegno alle imprese"
Davide Viziano, rappresentante della Consulta per ledilizia, ha contestato la delibera urbanistica che blocca lattività delle aziende. Viziano ha affermato che una linea tracciata con il pennarello non è il modo giusto di amministrare una città. Ha anche criticato la variante urbanistica di salvaguardia, che è stata proposta come strumento di passaggio verso il nuovo piano regolatore. La variante è stata approvata dalla giunta, ma Viziano ha affermato che non è stata considerata la situazione di crisi in cui si trova la città. La sindaca Marta Vincenzi ha risposto che il Comune ha diritto di decidere le linee del suo sviluppo futuro, considerando la compatibilità ambientale e sociale.
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