«NON un'iniziativa episodica, ma un palcoscenico permanente che trova nel capoluogo toscano la sua sede naturale». Ha le idee chiare in proposito, l'assessore al turismo della Provincia Giacomo Billi, ieri intervenuto al lancio del «Salone dell'arte e del restauro di Firenze». Sarà perché dalle mani dei maestri dell'Opificio delle pietre dure sono passati e passano i maggiori capolavori del passato 'sofferenti', o perché nel '66 il patrimonio artistico della città riuscì a riemergere dallo stato in cui versava grazie all'intervento delle realtà impegnate nella conservazione e nel restauro 'chiamate' a Firenze dall'allora sindaco Piero Bargellini. Fatto sta che, dopo due anni di preparazione, la città è pronta a ospitare, dal 29 al 31 ottobre negli spazi dell'ex Stazione Leopolda, il «Salone dell'arte e del restauro», grande vetrina dedicata a quella che ormai è una scienza a tutti gli effetti. Per tre giorni con il beneplacito di tutte le Soprintendenze fiorentine e di nomi e istituti illustri gli operatori potranno condividendo esperienze e know-how, interagendo tra loro e comunicando la propria immagine all'esterno. Obiettivo, «collaborare al consolidamento di un sistema ancora vivo nel nostro Paese nella produzione di opere, nella formazione specialistica dei giovani e nei servizi per la conservazione, per il restauro e per la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale», spiega il presidente del «Salone dell'arte e del restauro», Franco Sottani. «L'ASSENZA dello scopo di lucro che caratterizza questa iniziativa, ha portato alla sinergia con le istituzioni e le autorità di questo settore, fiore all'occhiello della città e della regione, che hanno collaborato per costituire un evento di alto spessore culturale e scientifico sottolinea la direttrice, Elena Amodei . Il salone vuole essere un'occasione di confronto fra la molteplicità delle "voci" delle eccellenze del mercato dei beni culturali: dalla conservazione al restauro e alla valorizzazione, dalla produzione di materiali alla loro distribuzione, dalle attrezzature agli accessori, dai progetti locali ai grandi progetti di valorizzazione culturale e ambientale, fino all'arte e artigianato per il restauro. Elemento di distinzione, il Comitato tecnico-scientifico, presieduto da Cristina Acidini» L'organizzazione è curata dall'associazione no profit Istur-cht in collaborazione con realtà di prestigio presenti nel territorio: «Il progetto si profila in linea con l'immagine internazionale di Firenze come naturale culla per i beni culturali, con il nostro Paese conclude il presidente Franco Sottani , custode di un inestimabile e ricco patrimonio artistico, e soprattutto in perfetto equilibrio con i molti operatori che muovono questo comparto economico». IL COMITATO tecnico-scientifico è l'indispensabile osservatorio avanzato, guida e coscienza critica delle attività scientifiche, tecniche e culturali (mostre, eventi, seminari, workshop specialistici, ecc.) che si alterneranno durante la manifestazione (tutte le informazioni su www.salonerestaurofirenze.org). Fra i tanti temi 'caldi che verranno affrontati durante la tre giorni del restauro, lo stato di salute del 'Ratto delle Sabine del Giambologna, perla della Loggia dei Lanzi, in piazza della Signoria.