CAGLIARI. Nuova giornata di tensione politica sul «Piano cemento»: il centrodestra va avanti con la forza dei numeri (ma fa emergere scricchiolii nelle votazioni), il centrosinistra dà battaglia con l'ostruzionismo, le associazioni ambientaliste e la Cgil manifestano in piazza. Le sedute di ieri sono state dedicate interamente all'articolo 3, che prevede interventi di ampliamento per le costruzioni in zona agricola. Il disegno di legge sul rilancio del settore edilizio (il vero e proprio Piano casa è in fase di elaborazione da parte della giunta) non ha infatti trascurato le campagne, soprattutto perché, dopo i vincoli imposti dal Piano paesaggistico dal centrosinistra guidato da Renato Soru, il centrodestra ha puntato a mantenere le promesse elettorali sulla deregulation. Ma ieri a tarda sera, a cause delle assenze che spesso provocano la mancanza del numero legale, la giunta e la maggioranza hanno rischiato di andare sotto in una votazione molto delicata, quella che consente di aumentare le volumetrie nelle zone agricole all'interno della fascia dei trecento metri: il divieto, al quale la settimana scorsa sono scampate le zone turistiche sul mare, è stato bocciato per appena tre voti: i «sì» sono stati 29, i «no» 26. Mentre settori del centrosinistra preparano già i ricorsi da far arrivare questa legge al giudizio della Corte costituzionale, ieri le opposizioni hanno messo in evidenza soprattutto un problema drammatico, quello delle tragedie nelle zone a rischio idrogeologico a causa delle cementificazioni selvagge e delle scarse manutenzione al territorio: il caso di Messina di questi giorni, il caso di San Teodoro dei giorni scorsi e di Capoterra dell'anno scorso. Consentire aumenti volumetrici e trasformazioni d'uso in maniera indiscriminata e persino in deroga alle norme comunali significa aumentare il rischio di nuove sciagure, hanno tuonato i rappresentanti del centrosinistra a più riprese. Altrettanto hanno fatto ieri pomeriggio, sotto i portici di via Roma, i dirigenti di Legambiente, Italia Nostra e Wwf che hanno dato vita a una manifestazione di protesta per l'indiscriminata colata di cemento che il Consiglio regionale si appresa a varare, anche nella fascia costiera, con gli aumenti volumetrici che vanno dal 10 al 35 per cento. Alla manifestazione, guidata da Vincenzo Tiana e Fanny Cao, ha aderito anche la Cgil e hanno partecipato alcune centinaia di persone. «E' la prima - hanno detto gli organizzatori - di una lunga serie di iniziative che organizzeremo in tutti i territori dell'isola per far sentire ai politici del centrodestra la voce dei sardi». Numerosi i rappresentanti del centrosinistra consiliare: Chicco Porcu e Marco Espa (Pd), Luciano Uras, Carlo Sechi, Ben Amara e Claudia Zuncheddu (Sinistra-Rossomori). Per il movimento dei Rossomori ha parlato anche Gesuino Muledda. Tutti hanno evidenziato l'allarme per l'ambiente e hanno messo in luce il pericolo di enormi contenziosi tra cittadini. Qualche momento di tensione si è avuto attorno alle 20 quando un centinaio di manifestanti, assieme agli organizzatori, hanno chiesto di assistere alla seduta del Consiglio regionale. E' stata ammessa solo una delegazione di una decina di persone. Ci sono state proteste, ma composte. L'articolo 3 (il cui esame era in programma sino alle 2 di notte) prevede che gli aumenti volumetrici possano superare gli indici massimi di edificabilità degli strumenti urbanistici comunali e delle attuali normative regionali. Per gli immobili destinati a usi agricoli e pastorali e per quelli a uso residenziale l'aumento delle volumetrie può essere del 10 per cento nella fascia dai 300 ai 2 chilometri dal mare e del 20 per cento oltre la fascia dei 2 chilometri. Nella fascia dei 300 metri dal mare l'aumento volumetrico può essere del 10 per cento «a condizione che le nuove volumetrie siano finalizzate agli stessi usi e al miglioramento della qualità architettonica e del contesto paesaggistico» (sarà necessaria la valutazione di un organismo regionale). Nelle zone agricole sono consentite variazioni d'uso (ad esempio un caseggiato agricolo può diventare residenziale) ma in questo caso non sono previsti aumenti di volumetrie e di superfici coperte. Dopo il 29 a 26 fatto registrare in tarda serata, l'opposizione puntava ad approfittare della stanchezza (e della scarsa convinzione) di alcuni settori del di centrodestra che la presidente dell'assemblea Claudia Lombardo e l'assessore Gabriele Asunis faticano a tenere vigile in aula.
SARDEGNA - La lunga lotta contro la cementificazione
Ieri la Cagliari ha vissuto una giornata di tensione politica sul Piano cemento. Il centrodestra ha approvato l'articolo 3 con una votazione stretta, mentre il centrosinistra ha cercato di bloccare la legge con l'ostruzionismo. Le associazioni ambientaliste e la Cgil hanno manifestato in piazza contro l'indiscriminata colata di cemento. Il disegno di legge prevede aumenti volumetrici nelle zone agricole e costiere, ma i rappresentanti del centrosinistra hanno evidenziato il pericolo di enormi contenziosi tra cittadini e hanno messo in luce il pericolo di enormi sciagure nelle zone a rischio idrogeologico.
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