Oggi lo storico edificio in De Castillia potrebbe essere demolito: presidio di cittadini e associazioni È un altro pezzo di quartiere a rischio dopo la Stecca e il Bosco di Gioia. Ma il consiglio di Stato potrebbe venerdì fermare lesproprio Il proprietario che in quella cascina, con la sua famiglia, ci ha trascorso una vita intera non sarà solo quando, stamattina, scatterà lora X: quella del funerale allultima costruzione storica del quartiere Isola che sparirà per lasciare il passo a una strada. Oggi si procederà allesproprio dellarea su cui sorge la cascina Colombara, oggi Romagnina, in via De Castillia 30 dalla metà del '700 e dagli anni '70 adibita in parte, assieme ad altri tre capannoni, a discoteca. E ad accogliere forza pubblica, avvocati e ruspe ci sarà anche un muro umano, a difesa di quel pezzo di storia in un quartiere-cantiere che sta subendo una profonda trasformazione, urbanistica e sociale. Residenti, ma anche lassociazione ChiamaMilano, il Prc e lArcigay, dato che da anni il locale, il Nuova idea, è anche un noto ritrovo gay: un presidio pacifico a difesa di quei tremila metri quadri da asfaltare per collegare meglio viale Zara a via Gioia, come impone la "pubblica utilità" dellaccordo di programma per i grattacieli in costruzione del progetto Porta Nuova, di cui fa parte anche il Pirellone bis, che allIsola porteranno nuovi abitanti. Ma che per poter sorgere hanno già sacrificato altri punti di riferimento del quartiere: la Stecca degli artigiani e i giardini di via Confalonieri, oggi terreno di gru e ruspe; le centinaia di alberi del Bosco di Gioia, buttati giù per farci il nuovo palazzo della Regione; la fabbrica di pettini Heiman e poi le Scuderie Del Nero, diventate un campo di bocce, e la Fondazione Catella. Oggi tocca, invece, allultima roccaforte, la cascina Romagnina, registrata nel catasto teresiano del 1757, sopravvissuta ai bombardamenti della guerra e simbolo di un quartiere rurale prima che industriale, con le successive Breda e Pirelli. E la sua stessa riconversione in Officine Cesare Villa per la lavorazione del ferro battuto dal 1878, poi trasformata in sala da ballo, il Kursaal, oggi Nuova Idea. Un edificio non vincolato dalla Belle arti, che ne riconoscono però il notevole pregio storico, passato di mano tra famiglie importanti tra cui anche i Visconti Borromeo. Già a fine settembre il Comune, che ha in carico larea che cederà poi alla Società di sviluppo Garibaldi-Repubblica (che fa capo ad Hines e Ligresti), si era presentato per espropriare. Il proprietario, però, si oppose e non volle firmare: «A differenza degli altri che hanno trovato un accordo - denuncia Augusto Villa che con quella cascina perderà anche un pezzo della sua vita - non mi hanno mai proposto unarea equivalente dove ricreare quello che mi portano via qui. E lofferta che mi hanno fatto, di circa 5 milioni, è solo un quinto del suo vero valore». Ma cè dellaltro. Su questa vicenda pende un contenzioso giuridico: venerdì è attesa lordinanza cautelare del consiglio di Stato che potrebbe sospendere lesproprio. La proprietà, limmobiliare Romagnina, ha difatti impugnato non solo il ritardo nella comunicazione dellesproprio, giunta a metà luglio, ma anche lillegittimità del Pii del progetto di Garibaldi-Repubblica, Isola e Varesine, che se accolta dal Tar potrebbe obbligare a un ritocco degli standard qualitativi dellintero progetto Porta Nuova. La sospensione, invece, se concessa bloccherebbe le ruspe, in attesa almeno della sentenza nel merito del Tar del 18 novembre. E non sono in pochi a credere che eseguire lesproprio prima di quella data non sia proprio un caso: «Si vuole forzare la mano - dice lavvocato della proprietà, Matteo Salvi - nel timore di un esito positivo da parte del consiglio di Stato». Se la sospensione arriverà, la pubblica amministrazione potrebbe essere obbligata a risarcire. «Ma per salvare la cascina dalle ruspe - dice Augusto Villa - potrebbe essere troppo tardi».
Cascina Romagnina, pericolo ruspe per lultima trincea dellantica Isola
Oggi si procederà all'esproprio della cascina Colombara, in via De Castillia 30, nel quartiere Isola. La cascina, registrata nel catasto teresiano del 1757, è stata oggetto di una lunga disputa tra il proprietario, Augusto Villa, e la Società di sviluppo Garibaldi-Repubblica. Il proprietario si è opposto all'esproprio e ha denunciato il ritardo nella comunicazione dellesproprio e l'illegittimità del Pii del progetto di Garibaldi-Repubblica. Il consiglio di Stato potrebbe sospendere lesproprio venerdì, bloccando le ruspe e permettendo al proprietario di salvare la cascina.
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