Luniversità abbandona definitivamente il silos. Che potrebbe ospitare un museo, servizi alla nautica e albergo a tre stelle La prossima settimana incontro decisivo per lanciare un bando nel quale siano comprese tutte le destinazioni UN ALBERGO a tre stelle. Un museo dellItalia e delle sue eccellenze, da quelle artistiche a quelle della ricerca audio-visuale. Una serie di servizi alla nautica e alle crociere, in parallelo con Ponte Parodi e Stazione Marittima. Quello che lHennebique, abbandonato silos dallillustre storia alle cui vuote occhiaie penzolano ancora stracci di quelle che furono le "tende" sistemate durante il G8 del 2001 per non sfigurare accanto alla nave dei grandi della terra attraccata lì accanto, può accogliere è un variegato catalogo. Peraltro, in 155 mila metri quadri disponibili, si può fare molto; a patto che si decida, evidentemente daccordo con il ministero dei Beni Culturali, di trasformarlo lasciando intatti facciata verso mare e sovrastante torretta, ma andando a recuperarlo con labbattimento dei "cilindri" in cemento armato da cui era costituita la struttura interna del silos granario. Di certo cè che dopo dieci anni in cui lUniversità non ha avuto testa e coraggio per decidere di utilizzare davvero la struttura per cui aveva, appunto, una concessione decennale, ora tocca allAutorità Portuale decidere, visto che ne è tornata titolare. E la prossima settimana, a quanto si apprende, il presidente di San Giorgio Luigi Merlo incontrerà i rappresentanti di un gruppo internazionale di engineering per studiare come lanciare un bando che dovrebbe essere complessivo. Un project financing, insomma, nel quale siano comprese tutte quante le destinazioni duso, ma con paletti precisi; oppure un concorso internazionale di idee? La prima soluzione sembra la più probabile, ma non cè ancora la decisione definitiva. Di certo cè che dieci anni si sono persi, senza appello. O meglio: con una spesa di studi e progettazioni pari a 1,350 milioni che Unieco, Serteco e Carena hanno effettuato per conto dellUniversità e che allateneo hanno chiesto indietro come risarcimento nel luglio scorso, con unazione firmata dallo studio legale milanese Baker e Mackenzie, e contro al quale lUniversità sta valutando come opporsi. (d. al.)