«Il fallimento dellagricoltura rappresenterebbe un ulteriore, drammatico colpo per il territorio, un collasso con gravissime ripercussioni sul paesaggio». Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai (Fondo per lambiente italiano), lancia lallarme su un possibile crollo del settore agricolo. Teme lo stravolgimento della fisionomia delle campagne? «Le campagne sono state già in buona misura stravolte dallurbanizzazione incontrollata. Ma quello che resta è ancora straordinario, rende ancora questo Paese un posto da visitare. Se però uccidiamo la bellezza sopravvissuta, cosa resterà? Non è solo un problema estetico, o filosofico visto che la distruzione del paesaggio è un danno irreversibile. Cè anche un discorso economico. I turisti non vengono in Italia per vedere gli svincoli autostradali: se non manterremo lidentità delle nostre campagne perderemo buona parte del turismo». La fine delle stalle segnala anche lindebolimento della catena corta dellalimentazione. «E questo è gravissimo. Per non ammalarci dobbiamo nutrirci con alimenti che non siano entrati in contatto con sostanze a rischio e che possano essere identificati per la loro provenienza. Salute, turismo e bellezza sono anelli della stessa catena, che per restare integra necessita di unagricoltura sana». (a.cian.)