Il nuovo regolamento accentra i poteri Lopposizione: così si aprono le porte a una deregulation ambientale e si aggirano le regole urbanistiche senza trasparenza Saranno solo Roberto Formigoni e la sua giunta a dire lultima parola sulla valutazione di impatto ambientale delle opere essenziali dellExpo 2015. «Compresa la verifica di assoggettabilità a Via, non di competenza dello Stato». Ovvero: la necessità o meno di sottoporre queste opere ad una valutazione. Lo stabilisce larticolo 15, lultimo, del progetto di legge oggi allordine del giorno della giunta del Pirellone, presentato dal governatore di concerto con lassessore regionale al Territorio e allUrbanistica Davide Boni della Lega. Il titolo già è eloquente: «Norme in materia di valutazione di impatto ambientale». Una vera e propria rivoluzione, che abroga tutte le regole precedenti, semplifica al massimo le procedure per le autorizzazioni ai progetti, delega a province e comuni le procedure sulle opere più piccole e le concentra sul Pirellone per quanto riguarda i progetti più importanti. «Tutta la parte procedurale, infatti - come spiega la relazione al documento - viene affrontata e risolta rimandando a un Regolamento attuativo di competenza della giunta regionale». E non del Consiglio. Al quale, entro un anno dallentrata in vigore, «sarà semplicemente presentata una relazione». La proposta di legge «non copia» la legge statale, «ma entra nel merito delle discrezionalità». In base al principio che «chi autorizza il progetto svolge anche le relative procedure di valutazione di impatto ambientale». La norma è divisa in tre parti più tre allegati. Che stabiliscono quali progetti dovranno essere sottoposti alla procedura di Via, quali anche alla verifica di assoggettabilità. Una conferenza dei servizi semplificherà le pratiche «nel caso di più procedimenti amministrativi connessi». La richiesta di consultazione, secondo larticolo 5, «è facoltativa, salvo che per i progetti di infrastrutture per la mobilità». Mentre il comma quattro chiarisce che «la procedura si considera formalmente avviata, anche per decorrenza dei termini, con la pubblicazione, da parte del proponente, dellavviso a mezzo stampa dellavvenuta presentazione dellistanza e dei relativi allegati». Sarà poi sempre la giunta regionale, come chiarisce larticolo 8, «ad adottare i criteri generali per il piano di monitoraggio ambientale per valutare ogni progetto». E a decidere eventuali sanzioni per i trasgressori. Con laiuto di una «Commissione istruttoria regionale». Formigoni, infine, potrà nominare un commissario ad acta, se 30 giorni oltre i termini stabiliti per il titolare del progetto, comuni e province non si saranno attivati. «Il potere sostitutivo - sentenzia larticolo 10 - è esercitato dalla Regione». Quanto basta per far insorgere lopposizione di centrosinistra. «La riforma della valutazione ambientale regionale - attacca il verde Carlo Monguzzi - rischia di aprire le porte a una pericolosa deregulation. Formigoni potrà decidere in autonomia se unautostrada, una centrale o un insediamento industriale saranno compatibili con lambiente e la salute dei cittadini». Protesta anche il Pd Franco Mirabelli: «Ancora una volta, anziché pensare ad aumentare i controlli sugli appalti per garantire trasparenza e legalità si interviene in nome dellExpo per aggirare le regole urbanistiche e di salvaguardia dellambiente».