Il retroscena Bassolino chiama Letta per lo status di "grande evento". Oggi cè Bondi Il tavolo ora cè. Dopo le manovre di Bassolino nel ruolo di tessitore, sul Forum delle Culture 2013 si riapre quel dialogo istituzionale tra governo e Comune di Napoli che si era definitivamente spezzato una settimana fa, dopo il crudo botta e risposta tra Palazzo Chigi e Palazzo San Giacomo per il mancato conferimento dello status di "grande evento", con relativi fondi e strumenti normativi indispensabili al successo della kermesse. «Resettiamo tutto. Non si gestisce il Forum senza il sostegno del governo», è lSos che Bassolino invia a Gianni Letta. La Iervolino si allinea: «Scelgano pure il commissario». Lincontro a Roma? «Entro 10 giorni». E intanto oggi il ministro Sandro Bondi, ospite a Napoli del convegno organizzato dalla Curia, ribadirà lintenzione di rilanciare il Forum, ora che ha vinto la linea Bertolaso. Bassolino chiama Letta per lo status di "grande evento". Tra dieci giorni vertice a Roma Forum culture, via libera al commissario il favorito è Nastasi, oggi arriva Bondi È lo stesso governatore a rivelare di aver parlato ieri al telefono con il sottosegretario Gianni Letta, che salderà il nuovo accordo. Subito dopo, secondo indiscrezioni romane, lo stesso Letta, informa coloro che saranno protagonisti a quel tavolo: il sottosegretario Bertolaso, il ministro Bondi e anche il capogabinetto del ministero ai Beni culturali, nonché commissario del teatro San Carlo, Salvatore Nastasi, che siederà alla riunione con Bassolino e la Iervolino. È un caso, oppure Nastasi è il nome in pole position per ricoprire il ruolo di commissario al Forum delle Culture? «È necessario - dice il governatore ai cronisti - che sul Forum si ragioni insieme: in un forte spirito di collaborazione e corresponsabilità affinché una tale manifestazione si svolga nelle modalità migliori. Noi faremo la nostra parte e il governo farà la propria». Traduzione, è tutto da rifare. Verrà istituita quella cabina di regia governativa per la gestione dei fondi e del personale, cui Napoli si era finora opposta. Il gelo tra il Comune e il governo, in particolare con il potente capo della Protezione civile, aveva prodotto strappi. Intanto il Comune di Napoli, promotore con lassessore Nicola Oddati di un certosino lavoro che favorisse il buon esito della candidatura, poi premiata dal "sì" degli spagnoli, mirava a conservarne la regia. Ma il braccio di ferro è finito male, abbattuta la linea dell"orgoglio napoletano". Con parole quasi sprezzanti, mercoledì scorso, Letta e Bertolaso avevano bocciato la Fondazione istituita dal Comune. I motivi: «Scarsa trasparenza nella scelta delle risorse umane e finanziarie», «moltiplicazione di poltrone e consulenze». Ora sarà Roma a gestire la cassa. E arriveranno risorse e timbro di "grande evento".(conchita sannino)