DAL quattrocentesco Coretto di Torchiara alla scrivania Cavour di Carlo Mollino del 1949. Dai cassettoni fine Settecento del famoso ebanista Giuseppe Maggiolini alla Sala da Pranzo Domus Nova disegnata da Giò Ponti e Emilio Lancia nel 1927. Dagli Sforza al Design e il titolo della mostra che, con una selezione di circa 200 arredi storici e moderni, battezza la riapertura del Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco, il più importante nel suo genere in Italia secondo Federico Zeri, oggi completamente rinnovato. Nuovo l'allestimento, realizzato dallo studio di designer King Miranda, che ha sostituito quello firmato dai BBPR negli anni cinquanta. Nuova anche la strategia di comunicazione al pubblico della vastissima collezione oltre 35 mila opere dal V al XX secolo che sarà proposta di anno in anno, a rotazione, attraverso mostre tematiche. Del patrimonio conservato costituitesi all'inizio del 1900 a partire da un nucleo di opere provenienti dai Mora, famiglia di ebanisti milanesi, arricchitosi negli anni con donazioni e acquisti si pubblicò un catalogo nel 1996, per poi approfittare nel 2001 dell'apertura del cantiere del Castello e del prezioso contributo economico di un mecenate, Silvio Segre, per ripensare all'allestimento della collezione. Oggi si scelgono pezzi importanti, accostati talvolta ad una documentazione fotografica o a stampe d'epoca, e si costruisce attorno ad essi un percorso didattico, ambientando mobili e oggetti in teatri architettonici. In assenza, almeno per ora, di un progetto di ampio respiro che affronti la questione Musei del Castello nella sua completezza, si procede per sale. Guardando al Victorian and Albert Museum di Londra, il racconto storico si spinge oltre il 1700, per accennare anche all'epoca "moderna", che nella sezione "Maestri di Stile" s'illumina non solo delle opere acquistate presso le Biennali di Monza e le Triennali di Milano ma anche di nuove scelte esemplificative. All'inizio e alla fine del percorso espositivo, che gioca con improvvisi scorci prospettici e si può leggere anche a ritroso, c'è Casablanca, la libreria progettata nel 1981 da Ettore Sottsass, di cui Perry King, uno dei due designer che firmano il rinnovo degli spazi del museo, fu stretto collaboratore all'Olivetti ai tempi della mitica rossa macchina da scrivere portatile Valentine. A Milano dal 1975, l'inglese Perry King e lo spagnolo Santiago Miranda hanno rispecchiato nel nuovo allestimento del Castello la loro creatività, che coniuga la tecnologia all'uso ruspante del colore e delle forme per solidi utensili quotidiani. A questa coppia mista è stato affidato l'arduo compito di "intervenire" sulle tracce dello studio BBPR (Banfi, Peresutti, Rogers e Belgiojoso), padri tanto della Torre Velasca quanto del riordino postbellico delle collezioni del Castello Sforzesco. Proprio il fatto di non essere italianie milanesiha forse aiutato KingMiran-da ad affrontare lo storico allestimento del 1956, dove singoli pezzi isolati posavano silenziosamente in penombra, su pedane in ferro nero. A eccezione della quattrocentesca Camera di Griselda, che si conserva intatta, la presenza di BBPR non si vede più, seppur l'eco di quell'atmosfera ancora si sente. "Dagli Sforza al design". Museo delle Arti Decorative, Castello Sforzesco, mar-dom ore 9-18, Ingresso libero, da domani al 12 giugno 2005.
Rivoluzione al Castello Sforzesco. Ora il museo è mobile. La nuova collezione di Arti decorative
Il Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco di Milano è stato riaperto con una nuova mostra che battezza il titolo "Dagli Sforza al design". La mostra presenta circa 200 arredi storici e moderni, tra cui opere di artisti come Giò Ponti, Emilio Lancia e Ettore Sottsass. L'allestimento è stato realizzato dallo studio di designer King Miranda, che ha sostituito quello firmato dai BBPR negli anni cinquanta. La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Museo delle Arti Decorative e si propone di presentare la collezione di oltre 35.000 opere dal V al XX secolo. La mostra è stata realizzata in un percorso didattico, ambientando mobili e oggetti in teatri architettonici.
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