Ipotizzate nuove spese per 1,5 milioni. L'inchiesta vincolerà i tempi Al di là della promessa vincolante fatta ieri dal sindaco di Como sull'abbattimento del muro, la "exit strategy" allo studio a Palazzo Cernezzi non si può dire esente da incognite e retroscena. Ecco i principali. LA TELEFONATA DA MILANO «La Regione è con noi». Con queste parole il sindaco ha certificato l'appoggio del governatore Roberto Formigoni alla soluzione shock dell'abbattimento del muro. E in effetti, la linea Como-Pirellone, anche nelle ore immediatamente precedenti l'uscita del sindaco, è stata bollente. Bruni, infatti, prima di lanciarsi in una promessa di abbattimento che, poi se non mantenuta, avrebbe soltanto peggiorato la situazione, ha sentito più volte Formigoni. Fino a che l'inquilino del Pirellone ha detto «ok, abbatti tutto, copriremo noi le spese supplementari». A quel punto - rincuorato dalle prime simulazioni video realizzate negli uffici sul futuro lungolago senza muro - il primo cittadino ha potuto annunciare che della muraglia in cemento non resteranno che briciole. I NUOVI ESBORSI È evidente che Formigoni non avrebbe mai potuto garantire una copertura economica al buio e illimitata delle nuove spese per sostituire il muro con le paratie mobili. Il via libera del governatore al piccone risanatore è infatti arrivato dopo aver ottenuto ampie rassicurazioni da Bruni circa un impatto finanziario relativamente gestibile delle migliorie al cantiere. La cifra più attendibile per inserire 4 o 5 nuove paratie mobili a scomparsa e ad azionamento manuale sul lungolago dovrebbe infatti essere contenuta entro il milione e mezzo secondo i primi conteggi. TEMPISTICA E METODI Per quanto riguarda i tempi, la vera incognita è l'inchiesta aperta dalla magistratura di Como sul cantiere. Difficilmente, infatti, potranno essere apportate modifiche sostanziali allo stato dei luoghi prima che le indagini arrivino a un punto conclusivo. Al netto di questo grande punto interrogativo, i tecnici comunali e provinciali al lavoro in queste ore hanno quantificato in almeno due-tre mesi l'iter necessario per arrivare all'abbattimento del muro e alla sostituzione con paratie mobili. Ora, infatti, il Comune dovrà predisporre una variante al progetto, che dovrà essere votata dal consiglio comunale di Como e poi essere tradotta in pratica. Resta infine da capire se per i ritardi accumulati, l'impresa chiederà o meno al Comune i 5.300 euro al giorno di penale previsti dal contratto d'appalto.
Formigoni e le simulazioni video dietro la svolta
Il sindaco di Como ha promesso di abbattere il muro del lungolago e sostituirlo con paratie mobili. La Regione Lombardia ha appoggiato la soluzione e il governatore Roberto Formigoni ha garantito che le spese supplementari sarebbero state coperte. Tuttavia, la vera incognita è l'inchiesta aperta dalla magistratura di Como sul cantiere, che potrebbe rallentare il processo. I tecnici comunali e provinciali hanno stimato che l'iter necessario per arrivare all'abbattimento del muro e alla sostituzione con paratie mobili potrebbe richiedere due-tre mesi. Il Comune dovrà predisporre una variante al progetto, che dovrà essere votata dal consiglio comunale di Como.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo