A prima vista sembra un cantiere, con le impalcature attorno al monumento, gli operai al lavoro sui ponteggi (per una volta con l'imbracatura allacciata e il caschetto regolamentare) e la tabella per la sicurezza affissa in bella vista. Tutto in ordine se non fosse per quei sacchi di sabbia a terra che ricordano un'alluvione, oppure la guerra. La gente passa e chiede: lo ristrutturano? Macché signore e signori, questa è arte contemporanea. Ma quanto costa? 160 mila euro. E in tempi di crisi scoppia la polemica. Accade a Trento, nei pressi della stazione ferroviaria, protagonista il monumento a Dante Alighieri costruito alla fine dell'Ottocento per segnare il confine tra l'italianità e il mondo tedesco. Capita che l'artista trevigiana Lara Favaretto, 36 anni, già presente alla Biennale di Venezia, su invito della Galleria Civica di Trento abbia deciso di nascondere l'opera alla vista dei trentini per ricordare loro che esiste, ispirata da alcune vecchie fotografie scattate in tempo di guerra. Oppure seconda interpretazione proteggerla con un'enorme barriera dagli attacchi alle identità. Comunque sia, il mezzo utilizzato è quello: una muraglia di sacchi di sabbia che cresce lentamente ogni giorno, sotto gli occhi curiosi dei passanti, e dovrà raggiungere gli otto metti entro il 9 ottobre, giorno dell'inaugurazione. Peccato che il messaggio dell'opera passi in secondo piano di fronte all'enormità dell'operazione, almeno agli occhi della gente comune: due imprese edili, 14 operai, centinaia di tonnellate di sabbia, i calcoli statici di un ingegnere per evitare che tutto crolli al suolo. E già lettere ai giornali, interrogazioni e mozioni. A far discutere sono i costi, cioè quel budget che la Galleria Civica (fondazione partecipata a maggioranza dal Comune di Trento) ha dovuto comunicare a furor di popolo, precisando che più della metà della somma (1Omila euro) sarà coperta dagli sponsor privati, cioè dalle stesse imprese edili che si stanno occupando dei lavori. Sono lontani i tempi in cui per far discutere bastava un taglio in una tela ancora vergine (Lucio Fontana), gli escrementi inscatolati e subito ribattezzati «merda d'artista» (Piero Manzoni) o i baffi disegnati alla Gioconda (Marcel Duchamp). La Favaretto si muove su grande scala, sull'onda maligna noi critici di quel Christo specializzato nell'impacchettare palazzi e monumenti in tutto il mondo. L'artista trevigiana segue i lavori in prima persona ogni giorno, impermeabile alle polemiche: gli operai in alto ad ammucchiare sacchetti, lei a terra a scattare fotografie, stupita di quanto possa diventare solida una montagna di sabbia, soprattutto quando ci piove sopra. L'ha chiamato «monumento momentaneo»per chiarire al pubblico che presto tornerà tutto come prima. E questo non fa che aumentare le ire della gente: «Così buttano i nostri soldi». Accanto all'artista si è schierato il presidente della Civica, Danilo Eccher, spiegando che «l'arte deve disturbare, altrimenti è arte di regime» e che «è proprio nei momenti di crisi e tensione che bisogna investire nel pensiero e nella creatività». Intanto per il traguardo degli otto metri d'altezza spiega la Civica in un comunicato potrebbe non essere raggiunto: «Problemi di sicurezza» si legge in un comunicato. Ma forse è qestione di buon senso, perchè bastano quattro metri (l'altezza attuale) per fare impressione.
TRENTO - Dante dietro un muro di sabbia. A Trento scoppia la polemica. Cittadini contro l'installazione d'arte: inutile e costosa.
A Trento, in Italia, un monumento a Dante Alighieri è stato coperto da una muraglia di sacchi di sabbia per ricordare ai trentini che l'opera esiste. L'artista Lara Favaretto ha deciso di nascondere il monumento per ispirare la gente a ricordare la sua esistenza. La muraglia di sabbia è stata costruita con un budget di 160.000 euro, di cui la maggior parte è stata coperta dagli sponsor privati. La gente è stata irritata dai costi e dalla decisione di nascondere l'opera, ma l'artista sostiene che l'arte deve disturbare e che è importante investire nel pensiero e nella creatività.
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