Il caso del giorno continua a tenere banco. Dove andranno i Bronzi? Quando torneranno? C'è chi sostiene che non si debbano muovere dal Museo neanche durante i lavori del restauro perché così imponeva il capitolato d'appalto. Questa, per esempio, è la ferrea posizione del PdCi che oggi terrà una conferenza stampa, i cui temi sono stati anticipati da una nota del segretario regionale Michelangelo Tripodi. Mentre Gabriella Andriani, presidente regionale del movimento Donne in rete, contraria alla donazione e al trasferimento a Roma, propone che l'eventuale check-up e la relativa esposizione, durante i lavori del museo, avvengano a Palazzo Campanella. Idea, questa, del Partito democratico suggerita dal dott. Edoardo Lamberti Castronuovo, accolta dal presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova e sposata dalla Cgil e dai tanti nascenti comitati. Cosa dice Tripodi, cosa sostiene Gabriella Andriani? Andiamo per ordine. Il primo rivendica «la posizione netta, coerente e trasparente del PdCi rispetto al resto del gruppo del Centrosinistra che sette mesi fa avevano detto sì, affiancando il sindaco scopelliti, al trasferimento alla Maddalena per il G8». Fatta questa premessa, Tripodi ricorda che il dott. Francesco Prosperetti, direttore generale dei Beni culturali e architettonici della Calabria, aveva detto che il progetto e il capitolato d'appalto per la ristrutturazione di Palazzo Piacentini prevedevano «in maniera chiara che le sala che ospita le due statue doveva restare sempre aperta per consentire il permanente accesso e la costante fruizione ai visitatori dei due splendidi guerrieri». Il ragionamento di Tripodi parte anche da un altro punto fermo: l'impresa che aveva vinto la gara aveva accettato questa prescrizione. Domanda: perché adesso questa clausola è scomparsa? Chi l'ha cancellata? «Qualcuno dice Tripodi dovrà pure spiegarci una cosa del genere». Nel frattempo il Pdci chiede il ripristino della clausola, annunciando che si «opporrà al nefasto disegno del trasferimento dei Bronzi, adottando tutte le misure necessarie affinché ciò non si verifichi». Dopo aver punzecchiato più volte il sindaco Giuseppe Scopelliti («davvero era all'oscuro di tutto?»), Michelangelo Tripodi non risparmia critiche al Partito democratico e alla Cgil che «nel marzo scorso si erano schierati a favore del trasferimento e che oggi la pensano in maniera diametralmente opposta». Di questo ravvedimento, prende atto con soddisfazione. «sarebbe però auspicabile insiste che Pd e Cgil e altri soggetti, dopo aver compiuto l'ennesima giravolta avessero il buon gusto e l'umiltà di compiere, quantomeno, un minimo di autocritica per quell'inciucio fatto allora con scopelliti e la destra reggina». Gabriella Andriani è indubbiamente d'accordo per il restauro del Museo, auspicando che una volta terminati i lavori «si provveda con serenità e abnegazione, a rilanciarlo, progettualmente, con un'inversione di rotta sui metodi di esigua e improduttiva fruibilità, fino ad ora adottati». Due le questioni del momento. Oltre al trasferimento c'è la questione della riproduzione delle due statue. Spiega la Andriani: «Relativamente allo spostamento da Reggio e alla loro clonazione, è già ben nota la posizione mia e del movimento che rappresento. Per questo reputo idonea la proposta di custodire i Bronzi nella sede del Palazzo del Consiglio regionale. Giova per ribadire il motivazione per cui si è ostici a privare la città della presenza dei guerrieri e perché i cittadini non ne accettano il distacco. Reggio ha il privilegio di ospitare l'ottava meraviglia del mondo, che costituisce il principale attrattore del turismo di cui non è, politicamente intelligente, fare a meno». Continua Gabriella Andriani: «I due Guerrieri inoltre, per dirla con Sgarbi, rappresentano: oggetti di culto collettivo che travalica i confini della storia dell'arte per entrare in quelli della storia del costume. Essi hanno destato emozioni molto più vicine all'amore e all'adorazione che alla razionale contemplazione delle folle. I Bronzi insomma hanno travolto e sono stati travolti"(dal libro "Dell'Italia ). Lo scrittore Goffredo Parise espresse la convinzione che l'irripetibile evidenza reale dei due Bronzi di Riace derivasse dall'esser calchi diretti del corpo umano, presi sulla carne viva, così da averne carpito anche l'anima». «Queste conclude la Andriani sono solo due delle varie motivazioni, ma già sufficienti, a nostro avviso, ad impedire la partenza dei Bronzi e se, per questa nostra suggestione di fronte alla sublimazione dell'arte, veniamo considerati campanilisti, ebbene lo accettiamo!». Due liberi pareri, quelli di Michelangelo Tripodi e di Gabriella Andriani che suggeriscono una brevissima riflessione. Per amore di verità, a prescindere dalle considerazioni legittime di Tripodi, bisogna ricordare che Pd e Cgil nel marzo scorso cambiarono parere in seguito alla proposta dell'on. Bova fatta al sindaco Scopelliti di chiedere al governo e al Centrodestra il riconoscimento di Reggio città metropolitana . Fu una scelta, a nostro giudizio, in favore di Reggio e della Calabria che poi andò a buon fine. Magari ci fossero sempre questi inciuci! Noi riteniamo fondamentale il Grande Progetto per lo sviluppo del territorio e dell'Area dello Stretto. Fra cinque - sei anni si potranno anche cogliere i frutti. Giusto perché Gabriella Andriani lo ha citato molto opportunamente, Vittorio Sgarbi, in occasione della possibile vacanza dei Bronzi alla Maddalena, ebbe a sostenere, in maniera decisa, il loro trasferimento, sostenendo che c'erano tutte le condizioni per la loro trasferibilità.