La motivazione principale, a Roma come a Cagliari, per proporre e adottare il cosiddetto piano casa, è stata la necessità di un intervento congiunturale per riavviare l'economia e creare velocemente posti di lavoro. In tutti i manuali sta scritto che la manovra sull'edilizia e nelle costruzioni è la più facile e la più veloce e tra le più efficaci tra le manovre possibili. Lo sanno anche i Rosso Mori. Vogliamo, tuttavia, fare qualche considerazione a proposito. 1) Per fare una manovra congiunturale occorrono risorse immediatamente disponibili. Poiché la Regione e lo Stato non ne stanziano, le risorse vanno ricercate nelle case dei privati. Non ci pare che le case dei sardi trabocchino di liquidità e non ci pare che le banche abbiano aperto i rubinetti del credito. 2) La normativa in approvazione in Consiglio regionale prevede, al massimo, giusto per i numeri che da l'assessore Asuni, dei micro interventi, i quali, se pure si realizzassero, difficilmente possono interessare le imprese di costruzione. Sarà autocostruzione e poco lavoro di muratori e manovali. Ma le imprese che non vendono materiale per l'edilizia che cosa ne avranno? 3)L'assessore Asuni dichiara che il vero piano casa si farà a novembre. Non è che le lodi che alcune forze sociali hanno profuso siano fuori posto e che l'oggetto verso il quale sono state indirizzate non esiste? Noi avanziamo una proposta al mondo del lavoro e al mondo dell'impresa. Riteniamo che una manovra che riguardi il mondo delle costruzioni sia utile e debba essere fatta. Noi proviamo a proporla. a) Si metta mano a progetti per le infrastrutture programmate e finanziate e progettate. b) Si acceleri l'attuazione del "piano casa" approvato nella scorsa legislatura dalla giunta regionale con interventi a favore dell'edilizia sociale e a canone moderato (AREA e Comuni) per 272 milioni e dell'edilizia agevolata (mutui e buoni casa) per 175 milioni. c) Si metta mano a un piano per mettere in sicurezza tutte le scuole della Sardegna. d) Si metta mano a un intervento sul sistema dell'acqua e della depurazione. e) Si metta mano a un intervento sulle aree a rischio idrogeologico e si provveda a prevenire più che a pagare i danni. f) Si metta mano a realizzare e a mettere in sicurezza la viabilità, già programmata e finanziata. C'è lo scippo della Sassari-Olbia; c'è la strada centrale sarda, i lotti della Orientale; la 554 di Cagliari; i lotti della Carlo Felice a nord di Oristano. Ci fermiamo; per non parlare di ospedali, di bonifica degli inquinamenti e quanto altro si voglia. Per quanto riguarda l'edilizia pura e semplice si metta mano a un piano di risanamento e recupero dei centri storici, si attui un piano per razionalizzare l'uso dell'acqua, il suo risparmio e la modernizzazione del sistema di distribuzione. Al mondo del lavoro e delle imprese Rosso Mori ha voluto sottoporre queste proposte, che come è evidente, creerebbero condizioni di sviluppo per le imprese stesse e decine di migliaia di posti di lavoro. E si creerebbe un processo virtuoso di accumulazione tecnologica, finanziaria e di credibilità delle istituzioni tutte. Per Rosso Mori i sindacati e le organizzazioni di rappresentanza sono anche essi istituzioni, in una visione moderna della governance. Coordinamento regionale Rosso Mori