Editoria Da lunedì prossimo in edicola con il Corriere una guida in 100 domande e 100 risposte alla riforma edilizia Superfici ampliabili fino al 20, si può ricostruire solo risparmiando energia. E in condominio... Una casa più ampia con procedure semplici. Dieci milioni di famiglie, quelle che abitano in case indipendenti, potranno avere questa possibilità nei prossimi mesi grazie ai Piani casa regionali, varati dopo un'intesa tra enti territoriali e governo. Secondo le stime i provvedimenti a regime movimenteranno un fatturato di 60 miliardi di euro. Sulle opportunità aperte dalla riforma, sul meccanismo di funzionamento, e più in generale sulle tematiche legate alla ristrutturazione edilizia e alle agevolazioni fiscali, dal 12 ottobre si potrà trovare in edicola con il Corriere della Sera il manuale «Ristrutturazione e Piano casa». Una guida in 100 domande e 100 risposte per sfruttare al meglio i provvedimenti regionali. Il volume è in vendita a 3,99 euro più il prezzo del quotidiano. Ogni regione ha dettato (o sta dettando) le sue regole, anche se ci sono alcune linee comuni; qui presentiamo le risposte ad alcuni quesiti di carattere più generale, rimandando al volume per l'approfondimento delle norme regionali già varate. 1 Perché ogni Regione ha varato o sta varando un suo Piano casa? R Perché la giurisdizione in materia urbanistica spetta alle regioni; Il governo la scorsa primavera ha varato soltanto una serie di linee guida. Ogni singola regione poi le ha tradotte o sta per tradurle in legge. 2 Che cosa prevedono le linee guida cui si attengono le Regioni? R Gli aspetti più importanti, che poi sono stati riproposti variamente nelle normative locali, riguardano la possibilità di ampliare il proprio appartamento indicativamente del 20 (passare ad esempio da 150 a 180 metri quadrati) se si trova in un edificio indipendente. Inoltre c'è la possibilità di demolire del tutto un immobile per poi ricostruirlo con una volumetria più ampia. E questi interventi si potranno fare, con limiti previsti dalle singole norme regionali, anche dove sarebbero vietati dal Piano regolatore, però dovranno apportare un significativo vantaggio all'ambiente: le opere di ristrutturazione dovranno infatti conseguire un miglioramento delle performance energetiche dell'edificio. 3 Dove non si possono effettuare gli interventi? R Ogni regione detta le sue norme. In linea di massima è vietato operare nei centri storici, negli edifici vincolati, nelle aree protette dal punto di vista ambientale o architettonico e nelle aree in cui i comuni decidano di vietare questi interventi. Bisogna inoltre rispettare le norme del Codice civile sulle distanze minime degli edifici. 4 I piani casa si applicano anche in condominio? R Qualche norma regionale (ad esempio quella del Veneto) lo prevede, ma nei fatti si tratta di un'ipotesi poco praticabile, a meno che l'ampliamento non consista in un'operazione semplice: il recupero di un sottotetto o la chiusura di un balcone con una veranda. Per interventi che prevedano operazioni radicali come l'abbattimento di muri esterni serve il nulla osta dell'assemblea condominiale con l'approvazione dei mille millesimi del condominio. 5 Si ha diritto ad agevolazioni fiscali per questi interventi? R No per la parte ampliata. Quando l'intervento riqualifica anche la parte già esistente, invece, si ha diritto, e solo su quei lavori, alle agevolazioni del 36 per la ristrutturazione e, se ci sono i requisiti, a quelle del 55 sul risparmio energetico. 6 Venendo alla Lombardia, che cosa prevede il Piano casa regionale? R La possibilità di ampliare del 20 e per non oltre 300 metri cubi un'abitazione situata in un edificio mono o bifamiliare di qualsiasi dimensione oppure plurifamiliare, ma con volume massimo di 1.200 metri cubi. Sono escluse le case nei centri storici, nei nuclei urbani di antica edificazione, soggette a vincolo di inedificabilità, gli edifici di particolare rilievo storico e architettonico e quelli realizzati in totale difformità dalle norme edilizie, anche se condonati. I comuni hanno tempo fino al prossimo 15 ottobre per definire altre zone all'interno del loro territorio in cui vietare gli ampliamenti. L'intervento deve apportare a un miglioramento del 10 della performance energetica. 7 Si può demolire un vecchio edificio per costruirne uno nuovo più ampio? R Sì, senza vincoli di cubatura originaria e con un incremento che può arrivare al 30 rispetto all'edificio originario, a condizione che si certifichi una diminuzione oltre il 30 del fabbisogno per il riscaldamento. C'è un ulteriore bonus del 5 se almeno un quarto del lotto viene piantumato. Il termine ultimo entro cui presentare le domande di ampliamento o demolizione ai Comuni è il 15 aprile 2011.