È Floresta lunico comune che non registra abusi Granata: "Le ruspe a Pizzo Sella" Da tempo, grazie alle sanatorie, labusivismo aveva smesso di fare paura per le sue ripercussioni legali. Ma dopo la tragedia di Giampilieri, le abitazioni realizzate o ampliate senza autorizzazione cominciano a preoccupare chi le abita. E chi finora si era vantato di averla fatta franca, ora teme che la casa commissionata allimpresa edile amica «che si fa i fatti suoi» si sia trasformata in unarma alla quale è stata tolta la sicura. La provincia di Palermo guida la classifica dellabusivismo in cerca di condono. I dati, messi insieme dallassessorato al Territorio e ambiente, sono stati resi pubblici appena ieri. Le istanze presentate in relazione alle sanatorie del 1985, del 1994 e del 2003 ammontano nel capoluogo a 191.431, per un totale di 5.016 chilometri quadrati di superficie interessata. Al secondo posto cè Catania con 140.528 istanze e 3.552 chilometri quadrati colpiti dallabusivismo da sanare. Agrigento è terza per numero di sanatorie presentate (98.249), ma i chilometri quadrati interessati (3.042) sono inferiori a quelli di Messina che ne somma 3.247 a fronte di "sole" 78.964 istanze. E questi sono gli abusivi che si sono preoccupati di mettersi in regola. Perché a Messina si contano anche 1.191 ordinanze di demolizione per manufatti illegali mai sanati e di fatto insanabili. Duecento di questi ricadono proprio a Giampilieri. Ironia della sorte, è della provincia di Messina lunico comune siciliano dove, almeno a giudicare dalla documentazione esistente, non cè traccia di abusivismo. È Floresta: un agglomerato di poche case realizzate a 1.200 metri di altezza, quasi al confine con la provincia di Catania. Un paese che ospita appena 347 famiglie. Certo, non è dato sapere se lassenza di richieste di sanatoria sia davvero il frutto di costruzioni edili effettuate in piena regola, oppure se qualche lavoretto clandestino sia stato fatto senza che lautore si preoccupasse poi di denunciarlo per accedere al condono. Di sicuro, a incidere è lo scarso numero di abitanti. Basta andare negli altri comuni, infatti, per imbattersi in casi di abusivismo. Casi talmente numerosi che nellultimo quarto di secolo hanno cambiato le caratteristiche delle città siciliane, incidendo negativamente anche nella loro sicurezza. Complessivamente in Sicilia sono state presentate 769.699 istante di sanatoria, che hanno interessato 25.707 chilometri quadrati di territorio. Praticamente una richiesta di condono ogni 6,5 abitanti. Labnorme numero di domande di sanatoria ha dato lavoro non solo alle imprese edili private disposte ad agire senza le necessarie autorizzazioni, ma anche a chi cercava un posto nella pubblica amministrazione. Dopo il condono del 1985, infatti, vennero assunti nei Comuni e alla Regione complessivamente cinquemila precari proprio per occuparsi di istruire le pratiche nel più breve tempo possibile. Oggi quei lavoratori sono distribuiti in decine di uffici con mansioni fra le più disparate. Ma il monitoraggio dellassessorato al Territorio che fissa in 769.699 le istanze di sanatoria non tiene conto degli abusivi "irriducibili": quelli che hanno modificato i fabbricati o li hanno tirati su da zero senza preoccuparsi di chiedere le autorizzazioni preliminari e nemmeno quelle riparatorie, cioè il condono. Secondo Legambiente gli abusivi "irriducibili" sono circa 300 mila e stanarli è opera complicatissima, se non impossibile, dato che spesso le costruzioni incriminate sono in zone di campagna o in paesi dove i controlli vengono effettuati raramente. «Oggi apprendiamo con sorpresa e anche con una certa amarezza che tutti i pubblici amministratori si sono scoperti antiabusivi - afferma Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente - Mi sembra un modo patetico di scrollarsi di dosso le responsabilità e accollarle a chi ha costruito o ampliato i fabbricati senza autorizzazione. In realtà, tutti i governi degli ultimi 25 anni si sono mossi in difesa degli abusivi, offrendo ripetute chance per sanare. Così è stato fatto scempio del verde agricolo, e in verde agricolo sorgono numerosi edifici nelle zone colpite dalla tragedia messinese». Una proposta destinata a scatenare polemiche la lancia Fabio Granata, deputato finiano del Pdl e vice presidente della commissione Antimafia: «Occorre subito passare dalle parole ai fatti, cominciando a demolire immediatamente le case abusive di Pizzo Sella, la collina del disonore, simbolo del sacco mafioso di Palermo».
PALERMO - Un condono edilizio ogni sei abitanti. Quasi 800 mila istanze: in testa Palermo, Catania e Agrigento
Il comune di Floresta, in provincia di Catania, è lunico comune siciliano che non registra abusi. La provincia di Messina, invece, è lunico comune siciliano dove non cè traccia di abusivismo. Questo è il risultato di un monitoraggio dellassessorato al Territorio e ambiente che ha rilevato 769.699 istanze di sanatoria in tutta la Sicilia. I dati mostrano che la provincia di Palermo guida la classifica dellabusivismo con 191.431 istanze e 5.016 chilometri quadrati di superficie interessata. La provincia di Catania è seconda con 140.528 istanze e 3.552 chilometri quadrati colpiti dallabusivismo da sanare.
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