cantiere a rischio di cancellazione ANCORA PRIMA di essere approvata, la "variantona" di tutela delle aree verdi messa a punto dalla giunta e dall'Urban Lab potrebbe fare i conti con la prima deroga. La linea Maginot della variante di salvaguardia, che approderà prossimamente in consiglio comunale, coincide con via Shelley, nel Levante cittadino. Precisamente con 6 mila metri quadrati di terreni in sponda destra del rio Penego. Terreni oggi edificabili - tant'è vero che su di essi tre cooperative attendono da anni di costruire altrettante palazzine - ma che la variante trasformerebbe in un batter d'occhio in «zona agricola». Con buona pace di quanti hanno versato in anticipo i soldi per l'acquisto di quelle stesse aree sulle quali gli iscritti alle cooperative di costruzione sognano di veder sorgere le proprie abitazioni. Non è solo per questo che un nutrito gruppo di consiglieri del municipio Levante, di entrambi gli schieramenti, ha chiesto alla giunta di escludere dalla cosiddetta variantona la zona di via Shelley permettendo la costruzione delle residenze sul rio Penego. «Senza gli oneri di urbanizzazione legati alla costruzione delle case - dice Giovanni Calisi, capogruppo del Pd nel municipio Levante - non potrà neppure essere realizzata la strada di collegamento tra via Monaco Simone e corso Europa, opera pubblica giudicata assolutamente necessaria anche da una sentenza del Consiglio di Stato». Al momento di andare in stampa il consiglio municipale del Levante stava proprio discutendo l'emendamento proposto da Calisi e che, se approvato, potrebbe escludere la lottizzazione di via Shelley dalla variante urbanistica che ricalca la famosa «linea verde» tracciata da Renzo Piano. «È vero - puntualizza Calisi - che la variantona non impedisce a rigore la costruzione della nuova strada con parziale copertura del rio Penego. Ma è un dato di fatto che, senza l'apporto dei privati, sarà impossibile per il Comune finanziare l'intero by pass». Costo dell'opera: circa 4 milioni di euro. «Ma se la strada fosse realizzata in contemporanea con le palazzine, sfruttando le sinergie di cantiere, si potrebbe risparmiare oltre un milione di euro», assicura Lucio Parodi, presidente della Solar, una delle tre cooperative pronte a costruire in via Shelley «novanta appartamenti, distribuiti su tre corpi abitativi di 4 piani ciascuno». «Le residenze - continua Parodi - saranno inserite in un contesto già urbanizzato con impatto minimo dal punto di vista paesaggistico. In compenso, l'intervento consentirà di realizzare la strada che, deliberata dal Comune nel 1986 con un piano particolareggiato, è stata oggetto di una sentenza del Tar confermata dal Consiglio di Stato. Ma nonostante l'istituzione di un commissario ad acta in diciotto anni non si è ancora riusciti a fare nulla». V. G.
Via Shelley: sulle case La spada di damocle della "variantona"
La variante di tutela delle aree verdi, approvata dalla giunta e dall'Urban Lab, potrebbe essere esclusa dalla zona di via Shelley, nel Levante cittadino, a causa di una deroga. La zona, che oggi è edificabile, sarebbe trasformata in zona agricola. Un gruppo di consiglieri del municipio Levante ha chiesto alla giunta di escludere la zona dalla variante, a causa degli oneri di urbanizzazione. La strada di collegamento tra via Monaco Simone e corso Europa, opera pubblica necessaria, potrebbe essere realizzata solo se la costruzione delle residenze sul rio Penego è finanziata con l'apporto dei privati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo