Gentile direttore, mio padre, il Pupi, conosciuto in tutto il Lago di Como per le sue battaglie improntate alla conservazione e alla promozione del bello delle nostre terre, quando mi portò a Venezia per la prima volta, avrò avuto 7-8 anni, mi raccontava che nella Serenissima il personaggio che comandava era il Doge Il lago di Como e quel muro che copre tutto Gentile direttore, mio padre, il Pupi, conosciuto in tutto il Lago di Como per le sue battaglie improntate alla conservazione e alla promozione del bello delle nostre terre, quando mi portò a Venezia per la prima volta, avrò avuto 7-8 anni, mi raccontava che nella Serenissima il personaggio che comandava era il Doge. Dopo di lui, la personalità politica e sociale che aveva maggior potere, maggiori oneri uniti a grandi onori, era il Magistrato delle Acque: colui al quale veniva demandato il coordinamento e lo studio delle maree. Era responsabile, se la laguna veniva attaccata dalle acque, del "mantenimento in vita" della città e della conservazione dei suoi beni artistici e sociali. Il Magistrato era potentissimo, amava sottolineare il Pupi, ma se sbagliava... gli partiva la testa, in senso fisico. Non so se questa storiella fosse vera o infarcita di romanticismo: continuo a pensare che sia vera perché, nonostante tutto - pensiero rivolto più ai nostri tempi che al passato - Venezia è ancora qui. La deturpazione fisica e morale che sta subendo in questi giorni Como (altro che casette in piazza Volta!) è sotto gli occhi di tutti. Davanti ad alcuni amici rotariani ho espresso il mio vivo rammarico, tuttavia ho anche aperto una porta alla speranza: «Vuoi vedere che quest'ennesima violenza possa essere la vera goccia che fa traboccare il vaso? Vuoi vedere che Como, tutta Como, si indigni sul serio? Vuoi vedere che riusciremo a esprimere in modo civile che "il taglio della testa" possa diventare, con i dovuti distinguo metaforici, reale anche nella Convalle? Auspico serie prese di posizione - come sta avvenendo in modo forte su tutti gli organi di comunicazione - soprattutto da quella classe di cittadini che vogliono ancora bene alla propria terra, coscienti che il patrimonio naturale nel quale abbiamo la fortuna di vivere dovrà essere sempre più fonte di credibilità per noi stessi e finalizzato a coloro che vorranno venire ad ammirare i nostri beni naturali, contribuendo anche al nostro sostentamento. Auspico che le asserzioni pronunciate dal nostro assessore ai Lavori Pubblici Caradonna: «I comaschi pensino ai loro di muri...» possano essere ritirate insieme alla sua stessa persona. Il Muro in questione, pur avendo contribuito da cittadino al suo sostentamento, non lo considero mio; considero mio il panorama e il paesaggio che mi è stato rubato. Propongo che vengano seriamente rivalutati i Progetti Conti, Maione Terragni e che si riprenda da capo, per una Como più bella e più seria. Con infinita stima. Franco Brenna Presidente Rotary Baradello il muro della vergogna Paco ribadisce l'obiettivo: sfiduciare il sindaco Apprendiamo a mezzo stampa dell'intenzione dei consiglieri di minoranza a Palazzo Cernezzi di dimettersi in massa con l'obiettivo di arrivare allo scioglimento del consiglio comunale e di conseguenza a nuove elezioni in primavera il muro della vergogna Paco ribadisce l'obiettivo: sfiduciare il sindaco Apprendiamo a mezzo stampa dell'intenzione dei consiglieri di minoranza a Palazzo Cernezzi di dimettersi in massa con l'obiettivo di arrivare allo scioglimento del consiglio comunale e di conseguenza a nuove elezioni in primavera. PACO ritiene di preferire a questa prospettiva quella della mozione di sfiducia al sindaco, già annunciata alla stampa, su cui spera possano confluire le firme dei consiglieri di minoranza e su cui si dovrebbero incalzare i consiglieri di maggioranza che si sono pubblicamente dichiarati contrari al cantiere delle paratie, in primis gli esponenti della Lega. L'opposizione ha il dovere politico di dichiarare il fallimento di questa amministrazione nel gestire e portare a compimento parti importanti del suo programma (Ticosa, Ospedale, Fisac, cinema multisala, appalto rifiuti, muro e paratie a lago?) e di farlo nel Consiglio comunale. La mozione di sfiducia permette di inchiodare la maggioranza davanti alle proprie responsabilità, permette lo svolgimento in Consiglio comunale, davanti ai cittadini, di un dibattito sull'operato della Giunta e delle opposizioni che hanno osteggiato fin dal 1996 l'assurdo progetto delle paratie a lago, permette di consolidare la minoranza come possibile alternativa al governo della città, permette infine di innescare dinamiche politiche nella maggioranza che potranno portare alcuni consiglieri a sfilarsi e a sfiduciare il Sindaco. L'operazione delle dimissioni di massa non consente di realizzare nessuno di questi obiettivi e quand'anche dovesse funzionare lascerebbe i cittadini disorientati, senza aver capito la manovra di palazzo e dando probabilmente il merito della caduta della giunta ai pochi consiglieri di maggioranza determinanti. Per questi motivi PACO ritiene di dover percorrere la strada della mozione di sfiducia e non quella delle dimissioni di massa dei consiglieri comunali per mandare a casa l'attuale amministrazione. PACO ? Progetto per Amministrare Como (I portavoce: Luigi Nessi, Ermanno Pizzotti, Paolo Sinigaglia Il consigliere comunale: Bruno Magatti) Quando il lago esonda non c'è paratia che tenga Le paratie non servono, e non è troppo tardi per dirlo. Tutti coloro che abitano nella fascia a lago, da Sant'Agostino a via Sinigaglia, sanno infatti benissimo che il lago quando esonda sale dai tombini, sale nei garage, nelle cantine e negli ascensori. Non c'è e non ci sarà mai paratia che tenga che riuscirà a fermare il lago, come è sempre avvenuto da duemila anni a questa parte. Ed è impossibile pensare di riuscire a collegare tutti gli scarichi a lago. Così, quando pur con le paratie ci troveremo il lago in piazza Volta, chiameremo il sindaco Bruni (che ormai sarà ex) e gli daremo la ramazza in mano per asciugare l'acqua. Ora, invece, che siamo ancora in tempo, sistemiamo a nuovo la passeggiata, a livello strada com'era prima e stop. Tantissimi di noi hanno votato Bruni per la coalizione politica e si sono turati il naso sulle paratie pensando alla nuova passeggiata. Ma adesso, che con di mezzo il muro da abbattere tutti i finanziamenti sono da rivedere, non sommiamo altri errori, altri scempi tipo i pali previsti davanti a piazza Cavour, e pensiamo innanzitutto al bene del nostro impareggiabile e imperdibile paesaggio. Antonella Spadavecchia Como Non capisco perché quel muro va in salita Gentile direttore, a proposito dell' ecomostro, una cosa non mi è chiara, forse perchè non sono un tecnico del settore. Perché le opere di contenimento del lago (il muro) sono state previste e costruite seguendo l'attuale profilo del lungolago, cioè in salita? Dal piano stradale di piazza Cavour avanzando verso via Cairoli, poi pizzeria don Lisander, poi semaforo con via Cavallotti, la strada e il lungolago tutto si alzano di 1,80 metri (circa). Il nuovo muro è andato su di altrettanto. Perché? Se sommiamo la quota del lungolago (dove c'è il battello gelateria) con l'altezza del muro nello stesso punto arriviamo a circa due metri e forse più rispetto ad ogni massima esondazione (nella parte del lungolago oltre il don lisander l'acqua non è mai esondata direttamente, che io mi ricordi). In altre parole se davanti a piazza Cavour era previsto un contenimento (fisso o mobile) alto 1,70, il muro o le paratie avrebbero potuto (dovuto) procedere poi su entrami i lati del lungolago mantenendo questa stessa altezza, non alzarsi, fino ad arrivare cioè ad un'altezza massima pari all'incirca all'attuale piano del marciapiede nel punto dove è posizionato l'idrometro. Invece il muro è più su di 2 metri. Per il contenimento delle acque (che ovviamente si alzano contemporaneamente su tutto il fronte) ciò non era necessario. Infatti se si percorre la strada sul coronamento di una diga (per esempio le due dighe del Cancano) si nota che la strada stessa è perfettamente orizzontale! Cordiali saluti. Lorenzo Giuriani Bravi, continuate così nel solco di De Simoni Cara Provincia, vorremmo scrivere il nostro pensiero riguardante il "Muro". D'accordo con tutti quelli che hanno manifestato il loro dissenso e quelli che chiedono le dimissioni del sindaco e dell'assessore, ma sarebbe giusto includere anche il direttore dei lavori, in quanto materialmente responsabile davanti alla legge o no? Bravi tutti, continuate su questa strada (è la continuazione di Gianni De Simoni). Antonio e Teresa Lisi Sceglieremo un sindaco più vicino alla gente Ma che doti eccelse avrà mai Caradonna? Non aveva ottenuto i voti necessari per entrare in consiglio comunale e poi, come per incanto, ce lo ritroviamo addirittura assessore. Misteri della politica. Forse, alle prossime elezioni, ricordandoci di tutto questo, potremmo darci una bella svegliata, provando a cambiare rotta, magari scegliendo un sindaco un po' più vicino alla gente. Enrica Tettamanti Scempio da abbattere senza ripensamenti Cara Provincia, non sappiamo quanto possa servire questo sondaggio, considerando che in quello precedente, prima dei lavori, la maggioranza dei comaschi lo aveva bocciato. Non siamo stati ascoltati, ma si sperava che le paratie venissero alzate abbastanza secondo il livello del lago. Questo scempio va abbattuto senza ripensamenti. Gioconda Bellinaso Jader Bianchi TELEGRAMMI Certi pseudo-amministratori non vanno mandati a casa: vanno mandati in esilio. Claudio Caporicci Sono curioso di vedere il voto dei comaschi alle prossime regionali, dopo la questione del muro. Paolo Petazzi
La Provincia
6 Ottobre 2009
COMO - Il lago di Como e quel muro che copre tutto
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