Il Comitato abitanti di Fonte Nuova, Colleverde e Parco Azzurro: "Con la scusa di migliorare la viabilità si rendono edificabili terreni agricoli" È nato un comitato di cittadini che si ritengono danneggiati in quanto "pendolari" lungo lasse della via Nomentana, costretti nelle loro auto ore e ore al giorno, nel percorso casa-lavoro e ritorno. Ma si ritengono offesi anche come cittadini sensibili alla salvaguardia ambientale. Si tratta del Comitato cittadino formato dagli abitanti di Fonte Nuova, Colleverde e di Parco Azzurro, centri residenziali dellhinterland romano, nella zona nord-est della capitale. Il loro problema: da anni si parla di raddoppio della via Nomentana, ncapace ormai da decine di anni di assorbire i flussi di traffico in continuo aumento. «Si sta realizzando - afferma il comitato - un vero e proprio scempio ambientale: si tagliano colline, si abbattono alberi secolari, si vuole far passare la nuova strada accanto alla scuola elementare "Eduardo De Filippo" e a soli dieci metri dalla piscina comunale di Colleverde e alle case del comprensorio Parco Azzurro». «Il paradosso - dicono ancora gli abitanti della zona - è che lintenzione dichiarata dalla Provincia è quella di voler migliorare la viabilità di questarea. La verità è che per realizzare lampliamento della strada si sono scelti terreni che erano agricoli e che adesso, per miracolo, diventano edificabili. Lo dimostra anche il fatto che sulla via Palombarese, in unarea limitrofa al tracciato scelto, cè già gigantesco cantiere per la costruzione dellennesimo centro commerciale. Sarebbe stato sufficiente - dicono ancora i cittadini del Comitato - un semplice raddoppio della Nomentana, nel tratto da Fonte Nuova alla bretella della Centrale del Latte, che avrebbe potuto proseguire tranquillamente fino al GRA, con un semplice esproprio dei terreni limitrofi, ai margini della campagna e soprattutto a costi nettamente inferiori». Le cose stanno invece prendendo unaltra piega. «Si sta per realizzare unopera cervellotica, alla quale soprattutto i residenti della Cooperativa edilizia Parco Azzurro non si sono potuti opporre perché lallora vice commissario governativo della stessa cooperativa, ora senatore del Pdl, Ignazio Abbrignani, aveva ceduto volontariamente le aree per questa realizzazione alla Provincia, per un totale di 380 mila euro, somma risibile in considerazione del particolare pregio della zona dal punto di vista urbanistico, paesaggistico e archeologico. Va evidenziato infine che su tale progetto della Nomentana bis non risulta esserci alcuno studio sullimpatto ambientale, come ormai obbliga la normativa europea». (c.c.)