In duecento foto storia e grandi cambiamenti del paesaggio costiero La mostra viene inaugurata oggi nel Palazzo della Borsa. Due auto cimeli deccezione in piazza De Ferrari tra cui la Fiat 509 che guidava Gaber Lideale colonna sonora della mostra è stata scritta quarantanni fa, da un certo Giorgio Gaber (parole di Leo Chiosso, ad essere precisi): «Vengo a prenderti stasera sulla mia Torpedo blu è una vera fuoriserie come sei senzaltro tu». Ma la vera svolta risale ad altri quarantanni prima: il 1928, lanno di costituzione dellAASS (Azienda autonoma statale della Strada, la mamma dellattuale Anas) è anche lanno in cui la strada disseminata di buche, curve pericolose, polvere e fango diviene la strada «che si snoda superba e signorile come il viale di un gran parco principesco». A tenere insieme la canzone di Giorgio Gaber e le immagini che vanno dal 1928 al decennio successivo è la mostra «Aurelia in bianco nero» che verrà inaugurata oggi alle 17 al Palazzo della Borsa in via XX Settembre (la mostra resterà aperta fino a lunedì 12 ottobre dalle 11 alle 19, ingresso libero). Il biglietto da visita, posteggiato a De Ferrari, sarà proprio la Fiat 509 Torpedo blu, immortalata nella copertina di Giorgio Gaber, più una Lancia Augusta berlina. Lasciando da parte sia il console Aurelio Cotto (che nel terzo secolo avanti Cristo favorì la creazione della strada imperiale) che il menestrello Gaber (perlomeno imbarazzante il passaggio quasi parlato nella Torpedo blu: «indosserò un bel doppiopetto ed un cappellone, come Al Capone e in camicetta e maxi-gonna tu mi accenderai il sigarone»), concentriamoci sulla mostra, che, voluta dal Dipartimento pianificazione territoriale della Regione Liguria in collaborazione con Anas Spa, racconta con duecento fotografie il cambiamento profondo della Liguria. «Colpisce - spiegano al Dipartimento pianificazione territoriale della Regione - la volontà e la capacità di fare interventi arditi e fortemente scenografici come il viadotto di accesso a Savona e colpisce il cambiamento del paesaggio attorno alla strada. Gli scorci panoramici e le visuali libere in cui scorreva la strada appaiono oggi affollati di oggetti e di segni che danno un senso di restringimento dello spazio». Ma non si tratta, solo, di vedere «come eravamo», di divertirsi ad analizzare i cambiamenti tra Sanremo e il confine della Francia. Le immagini documentano i lavori di ammodernamento della strada e mostrano lo stato dei luoghi prima, durante e dopo i lavori, utilizzando il medesimo punto di scatto, per documentare meglio la trasformazione avvenuta. E poi cè il tentativo di convincere la nuova figura dellutente-turista-automobilista (la Bibbia, in questo caso, è la Guida Touring del 1933) che «ne vale la pena»: e quindi ecco la strada «che si snoda superba e signorile come il viale di un gran parco principesco», ecco le aiuole mozzafiato, ecco i raffinati particolari delle singole costruzioni. Quei 310 chilometri che vanno dal confine italo-francese di Ponte San Luigi alla Dogana di Ortonovo alla fine «costeranno venti milioni ed un impiego medio di 920 operai al mese - spiegherà una nota, datata 1934, del Consiglio provinciale delleconomia corporativa di Imperia - Solo il tratto della nuova Strada Fiorita, che va da Sanremo al confine, ha permesso la soppressione di ben dodici passaggi a livello». Chissà quanto costerebbe oggi.