Fa discutere il progetto di collegamento Archeologico-Capodimonte finanziato dalla Regione Si parla del futuro e intanto le scale mobili non funzionano Collegamento auspicabile, ma la chiesa seicentesca? Peserebbe sulle condizioni idrogeolo-giche della zona Il sistema di trasporto è di tutti, discutiamone Italia Nostra scrive alla Soprintendenza: quellopera è da bocciare A pronunciarsi contro è stata, sulle pagine di "Repubblica", larchitetto paesaggista Maria Luisa Margiotta, preoccupata che il tracciato della funivia, ed in particolare uno dei piloni che dovrebbero sostenerla, finisca col deturpare il Giardino Principessa Iolanda, comunemente noto come il Tondo di Capodimonte. Un giardino vincolato, disegnato in epoca murattiana da Antonio Niccolini, uno dei rari giardini dautore a Napoli. Un intervento, quello della Margiotta, che suona lallarme. E spinge Italia Nostra a spedire un fax urgente, al soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Napoli, Stefano Gizzi, perché esprima sin da subito un parere negativo. «Una ipotesi di funivia prevede un pilone al centro del disegno neoclassico del Niccolini, laltra ipotesi vuole il pilone in piazza San Giuseppe dei Nudi, dinanzi ad una chiesa seicentesca molto importante (oggi murata per scongiurare furti). Opzioni, entrambe, da bocciare. Il collegamento tra i due musei è auspicabile, ma senza ulteriormente deturpare la città» afferma Guido Donatone. E Nicola Spinosa, lex soprintendente che da sempre lamenta la separazione tra il museo di Capodimonte e il resto della città, che ha sempre tuonato contro unamministrazione dimentica del museo, oggi ribadisce che «Capodimonte è più facilmente raggiungibile per chi viene da fuori Napoli, via Tangenziale, che per chi sta nel centro della città. Dunque che ben venga un collegamento, ma non tra 100 anni. Vorrei che ci si ponesse una domanda: quale progetto - sia esso funivia, funicolare, metropolitana - è fattibile in tempi brevi? Quanto allimpatto ambientale di una funivia, la cosa mi preoccupa, ma non è detto che i "progetti forti" debbano necessariamente essere bocciati. Qui è questione di metodo: quali che siano i progetti e come che siano, vanno presentati alla città. La funivia non è questione privata di Cascetta, è un problema della città. E la città va informata. Informazione, prima di ogni decisione». Capovolge il ragionamento lurbanista Daniela Lepore. «Ma qualcuno ha portato a termine unistruttoria su questo mezzo di trasporto? Si è esaminato se veramente serve, se è il più adeguato a servire la zona? Si sono fatti due conti su questimpresa? A queste domande vorrei risposta, prima di dovermi preoccupare del dato estetico. Magari il progetto sarà un obbrobrio. O sarà bellissimo. Ma prima di preoccuparmi di questo, vorrei una risposta certa: metter su questo collegamento è un gioco che vale la candela? Ho i miei dubbi. In passato si era parlato di una funicolare, poi di un ramo della metropolitana. Se né luna né laltra hanno ottenuto priorità, in questi anni, è perché forse i flussi di traffico non sono tali da giustificare limpresa. E poi attenzione: ha senso, in questa città, discutere di progetti del genere se neppure si riescono a far funzionare i collegamenti che ci sono? Parliamo di funivie del futuro e lasciamo ferme le scale mobili pur esistenti?». Vedi quelle dei Ventaglieri, dellOspedale militare, persino della stazione della Cumana a Montesanto. Per tacere degli ascensori. «Cominciamo a risolvere sin da subito, con collegamenti su strada, il problema dellisolamento di Capodimonte. Occorre agire immediatamente, anche in vista delle prossime mostre» afferma Augusto De Lutzemberger, presidente degli "Amici di Capodimonte". «Comunque mi sembra importante che, secondo quanto spiegato da Cascetta, la funivia sarà un servizio alla città, non un semplice collegamento tra due musei. Ma è necessario che se ne discuta progetti alla mano, che la città venga coinvolta con forum di partecipazione vera». E se il neo soprintendente archeologico Maria Rosaria Salvatore si limita a giudicare «buona lidea di collegare i due poli museali», il professore Aldo Loris Rossi ricorda che «il problema fu affrontato, 10 anni fa, con un concorso internazionale per la realizzazione di una funicolare. Vinse un progetto che poi fu accantonato perché prevedeva di sfondare il serbatoio delle acque di Capodimonte. Una follia». E lipotesi funivia? Loris Rossi afferma con certezza: «I piloni di sostegno, dove li metto li metto faccio un guaio. Ve lo immaginate un pilone accanto alla chiesa di fra Nuvolo? O al centro del progetto neoclassico del Tondo di Capodimonte, uno dei pochi disegni coerenti di questa città. Ve lo immaginate un pilone che "pesa" sulle già problematiche condizioni idrogeologiche della zona?»
NAPOLI - Funivia dei musei, un coro di no "Quei piloni deturpano la città"
La Regione ha finanziato un progetto di collegamento Archeologico-Capodimonte, che prevede la costruzione di una funivia per collegare il museo di Capodimonte con il Giardino Principessa Iolanda. Tuttavia, l'architetto paesaggista Maria Luisa Margiotta ha espresso preoccupazioni sul tracciato della funivia, che potrebbe danneggiare il giardino vincolato. La Soprintendenza ha ricevuto una petizione di Italia Nostra, che chiede di esprimere un parere negativo sul progetto. Alcuni esperti hanno espresso dubbi sulla fattibilità del progetto e sulla sua impattazione ambientale.
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