"Siamo tornati a ciò che scrisse Verdi" Il direttore Noseda presenta lopera in scena da mercoledì 14: "Una donna libera che sceglie da sé la vita che vuole fare" il sovrintendente Il governo italiano non capisce. Sono stato a Tokyo per la nostra tournée e mi sembrava di essere un divo «Non esci da Traviata dicendo che bello! Esci emozionato, commosso, sconvolto, perché Verdi ti ha sbattuto in faccia tutto il perbenismo e la finzione di quella società, perché Traviata è una storia che parla a tutti noi, ieri, come oggi». Così Gianandrea Noseda, direttore musicale del Teatro Regio, sintetizza «leffetto Traviata», opera amatissima e conosciutissima che mercoledì 14 ottobre alle 20 inaugurerà la stagione 20092010 del Regio (cè anche la diretta radiofonica su Radiotre Rai). Noseda sul podio, regia di Laurent Pelly (ripresa a Torino da Laurie Feldman perché Pelly sta realizzando un nuovo spettacolo a San Francisco) in un nuovo allestimento che il Regio ha coprodotto con il Santa Fe Opera Festival dove ha debuttato nel luglio scorso. Nel cast le voci di Elena Mosuc, il soprano romeno che per la prima volta canta al Regio, nel ruolo di Violetta Valéry, il tenore Francesco Meli come Alfredo Germont) e Carlos Alvarez il baritono spagnolo al suo debutto al Regio come Giorgio Germont. «Come si fa a dire qualcosa su questopera famosissima? - prosegue Noseda - Ognuno di noi ha una sua Traviata ideale! Il nostro lavoro è stato quello di ripulire la ruggine, quelle incrostazioni della tradizione che si sedimentano nel corso degli anni su una partitura, tornando così a ciò che ha scritto Verdi, alla grande forza che cè nel suo lavoro. Non è una fiaba: è la storia di una donna libera, una mantenuta, oggi le chiamano escort, che sceglie la vita che vuole fare e per la prima volta incontra lamore e muore di tisi. Quella società dellapparenza tollerava che nobili e borghesi avessero una famiglia e lamante, ma lamante doveva essere tenuta ben nascosta. Così da una parte cè il perbenismo di facciata di Giorgio Germont, il padre di Alfredo, dallaltra cè Violetta, una donna vera. Lallestimento di Pelly ci racconta di una donna sola allinizio e alla fine dellopera: Violetta muore sola. È un allestimento molto forte, intenso, carnale, che non potrà non colpire il pubblico, la scena è minimalista ma non simbolica con chiari luoghi precisi come il cimitero, la casa di Violetta, la sua stanza di morte con i mobili già allasta. È unopera che ci parla al cuore e voglio ringraziare il magnifico cast e tutto il Teatro che ha lavorato magnificamente per questa inaugurazione. Lasciatemelo dire, quando sento certe dichiarazioni "urlate" nelle quali si dice che chi lavora in un teatro è un fannullone, vorrei invitare quelle persone a venire qui, a vedere come stiamo lavorando, intensamente, da un mese, tutti i giorni per questa produzione!». Traviata, dopo le dodici recite al Regio, a luglio sarà «esportata» a Tokyo nella tournèe che il Regio terrà in Oriente: «È un peccato che il governo italiano non si renda conto di quanto sia importante nel mondo la tradizione dellopera italiana - spiega il sovrintendente Walter Vergnano - Sono stato a Tokyo a presentare la nostra tournèe e mi sembrava di essere un divo tanta è stata lattenzione di giornali e televisioni giapponesi nei nostri confronti! Lambasciatore italiano in Giappone mi ha raccontato che quando un teatro italiano è ospite a Tokyo aumentano in maniera incredibile le vendite di prodotti italiani, da Gucci ad Armani, nei negozi di Tokyo! Ecco cosa vuol dire limmagine di un Paese. Eppure lItalia è il fanalino di coda in Europa per quanto riguarda gli investimenti dello Stato nella cultura, che sono tra lo 0,16 e lo 0,23 per cento del suo bilancio, ma ci rendiamo conto? Il 2009 è stato un annus horribilis per leconomia mondiale e per le sorti della cultura italiana, con i tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo, si addensano nubi ancora più fosche, così nei momenti difficili lunica soluzione è affidarsi agli amici. Per il Regio gli amici sono innanzitutto il suo pubblico, in un anno in cui le famiglie devono fare particolare attenzione ai propri bilanci, noi abbiamo avuto una crescita del 6 per cento di abbonati, ovvero settecento in più! E gli amici sono anche le fondazioni bancarie che hanno continuato a sostenerci e la Fondiaria Sai che, per il sesto anno consecutivo, è il nostro partner nella serata inaugurale».