I lavori di ricerca nel Trapanese sono ripresi a metà maggio Obiettivo: conoscere meglio la planimetria completa dell'antica piazza SEGESTA. Un' iscrizione greca, posta dal magistrato dell' agorà, che aveva la cura dei lavori pubblici, è stata rinvenuta nel parco archeologico di Segesta, interessato da nuovi scavi, curati dal Laboratorio di Archeologia della Scuola Normale Superiore di Pisa coordinato dal pro-fessor Carmine Ampolo. I lavori sono ripresi alla metà di maggio sotto la direzione, oltre che di Ampolo, della profes-soressa Maria Cecilia Parra della Scuola Normale Superiore, in collaborazione con la Soprrintendenza ai Beni culturali di Trapani, e sono condotti da studenti, specializzandi e dottorandi della dell' università toscana. I nuovi scavi consentono, inoltre, di conoscere meglio la planimetria complessiva della piazza e dei suoi edifici: è stato messo in luce infatti un angolo dell'area nord-ovest, si conserva molto bene il portico (stoà) con il bellissimo lastricato che lo pavimentava. Completano il quadro delle novità, venute ora alla luce, una grande cisterna, colmata al momento della costruzione del portico dell' agorà, ed un grande edificio circolare ( tholos) già messo parzialmente in luce nel 2003: potrebbe trattarsi della struttura circolare che di norma era collocata all' interno dei mercati (macella) che caratterizzano il mondo ellenistico-romano in Sicilia (un bell' esempio è noto a Morgantina) Il Laboratorio di Stona, Archeologia e Topografia del Mondo Antico della Scuola Normale Superiore di Pisa continuerà a sviluppare, nei prossimi mesi, attività di ricerca nell' intento di estendere la conoscenza dell' agorà e della storia di Segesta.