ROMA - Un sms per la riscossa del paesaggio italiano. È questa la nuova canipagna nazionale di sensibilizzazione e di raccolta fondi del fai (Fondo ambiente italiano). A partire da oggi, giorno in cui si festeggia San Francesco, patrono d'Italia, fino al 25 ottobre si potrà sostenere La terra di Francesco, ossia il restauro di un luogo-simbolo come il Bosco del frate capuccino ad Assisi, donato al fai nel 2008 da Intesa San Paolo, ma che abbraccia idealmente tutto il paesaggio italiano. Un paesaggio sempre più in pericolo, per la mancanza di coscienza civile degli amministratori e per la colpevole distrazione dei cittadini. Il costo previsto per l'intervento di recupero è di 2.500mila euro. Sarà possibile donare 2 euro inviando un semplice sms al numero 48548 da ogni cellulare personale Tim, Vodafone, Wind e 3 o con una chiamata da telefono fisso Telecom Italia. L'iniziativa sarà supportata da una campagna ideata e realizzata da Oliviero Toscani e La Sterpaia, Bottega dell'arte della comunicazione, che comprende la produzione di uno spot tv, di uno spot radiofonico, di una campagna stampa e di un sito dedicato. «Sono nato in Italia, ma sono imbarazzato a essere italiano - ha affermato Toscani - perché mi rendo conto che noi italiani non abbiamo amore per il nostro patrimonio artistico e culturale, per il nostro paesaggio, per l'ambiente. Fortunatamente esiste una minoranza di concittadini - ha aggiunto il noto fotografo - che con il loro volontariato e con il loro impegno riescono ad alleviare il problema. Possiamo tutti contribuire a conservare il Belpaese, anche con gesti piccoli. Basta poco per essere santi». In effetti, la Fai con questa nuova iniziativa chiama gli italiani alla riscossa. La scelta del bosco non nasce dalla necessità di salvaguardare un luogo da cartolina: l'impegno è quello di tutelare ogni territorio, indipendentemetne dalla sua spettacolarità. Il bosco di San Francesco, al momento abbandonato e trascurato, è un magnifico luogo qualunque un ambiente dimenticato da far rivivere: 60 ettari di tipico paesaggio umbro, dominato dalla Basilica di San Francesco, ricco di colline, di radure, di uliveti, querce e lecci, alberi da frutto, ginestre e biancospini. Con un torrente che lo attraversa e che in una sua ansa racchiude un complesso monastico benedettino del XIII secolo del quale sopravvivono la Chiesa di Santa Croce, i ruderi del convento e, al di là del trecentesco Ponte di S. Croce, un antico mulino in attività fino al secolo scorso. Oggi, il bosco presenta evidenti segni di degrado e di abbandono, ma con gli interventi previsti dal progetto di riqualificazione e di restauro - affidati allo studio di architettura Salvatici-Ripa di Meana di Perugia - tutti gli elementi che lo compongono, dagli alberi agli edifici, nacquisteranno la loro identità originale. Restaurare un paesaggio pu sembrare facile, ma in realtà nasconde un lungo lavoro che deve essere fatto con misura, pazienza e lentezza: dal censimento delle specie botaniche alla rivitalizzazione degli apprezzamenti coltivati, dal ripristino dei muretti a secco alla messa in sicurezza dei sentieri e al recupero della flora torrentizia oltre al restauro del complesso monastico, della Chiesa di Santa Croce, per la creazione di un luogo spirituale aperto a tutte le religioni, e del mulino. Il bosco sarà, inoltre, arricchito da un'importante opera di Land Art di Michelangelo Pistoletto, ispirata all'idea del terzo Paradiso, che verrà realizzata nella grande radura e che, per estensione, sarà la seconda opera di Land Art in Italia dopo il Gran Cretto di Gibellina. Un'opera determinante per sottolineare il carattere dinamico del paesaggio - non un museo da contemplare ma un dono da vivere - e per creare così un collegamento con la contemporaneità. Il progetto verrà presentato nei dettagli da Pistoletto nella prossima primavera con un evento ad Assisi, che si svolgerà proprio in occasione dell'inizio dei lavori. Il Fai, dopo i necessari interventi di recupero, aprirà così al pubblico questo vero e proprio scrigno di tesori nascosti. Uno scenario rimasto intatto dal Medioevo, ma che nessuno dei sei milioni di turisti che ogni anno arrivano ad Assisi ha mai avuto la possibilità di ammirare. Un motivo pi che nobile per aderire all'iniziativa di riqualificazione del territorio inviando il proprio messagino di sostegno.