ROMA - «La politica non fa abbastanza per l'ambiente in Itala. Anzi fa l'opposto: fa di tutto per distruggerlo». Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai (Fondo Ambiente italiano), non usa mezzi termini per denunciare «l'abbandono» dell'ambiente in Italia. «La politica accusa - pensa unicamente ad accontentare i suoi elettori delle prossime elezioni. Questa è una delle tragedie italiane. In più ci sono di mezzo anche i cosrtuttori, i quali spingono per poter lottizzare e riempire di cemento l'Italia. La scusa è quella di dare le case per i giovani e per quelli non ce l'hanno. La verità è, invece, che si costruiscono centinaia di metri cubi, ma di solito si tratta di appartamenti costosi che devono essere acquisiti dai ricchi e la conclusione è che, per esempio, Milano è pieno di appartameati vuoti, al fronte di una miriade di giovani senza casa». Presidente, cosa occorrerebbe fare per aiutare l'ambiente? Occorrerebbe che i politici si mettessero una mano sulla coscienza e non pensassero a loro, ma pensassero al bene di questo Paese, che insisto a dire, è ancora il più bel Paese del mondo. Perché malgrado tutto riesce a resistere alle deturpazioni. Come diceva Olmi: «L'Italia non è un semplice museo, ma è un museo diffuso». Dovunque c'è bellezza. Perché allora si fa così poco per valorizzare ciò che di bello il Paese ha da offrire? In realtà non si fa niente per l'ambiente. I politici non pensano che il fatto di proteggere il paesaggio implica molte cose. Per esempio il turismo, che può diventare il cardine massimo per il rilancio anche fmanziario del Paese. Il turista non viene in Italia per vedere file e file di cemento. Se viene meno il turismo, o se degrada, viene meno l'occupazione. L'agricoltura, inoltre, è un altro settore collegato all'ambiente e che quindi va sostenuta. I vigneti nel Piemonte, gli olivi in Toscana, la Pianura Padana con le sue file di pioppi. Tutto questo alla lunga vuol dire anche turismo. Invece sta crollando l'agricoltura italiana. Non ha mai vissuto, dal dopoguerra ad oggi, un tale collasso. I politici non pensano che questa situazione porterà ad un danno economico non indifferente per l'intero territorio. Perché per la vostra campagna sociale avete scelto proprio il bosco di San Francesco ad Assisi? Perché ci sono stati donati 63 ettari con una piccola chiesa che sarà dedicata a tutte le religioni. E un luogo-simbolo del paesaggio italiano e per questo motivo il nostro inizio di campagna sarà volto ad ottenere i mezzi e le risorse per restaurarlo. Il Fai ha, inoltre, già 40 beni sparsi per il Paese da restaurare. È chiaro che più soldi riusciremo ad ottenere, più beni potremo restaurare.