«Non possiamo continuare a vedere palazzi costruiti sul letto di una fiumara. Bisogna rinaturalizzare le aree» Nostro inviato Messina. Ha anticipato di mezz'ora l'arrivo in Prefettura del presidente del Consiglio Berlusconi e dei ministri Prestigiacomo e Matteoli. Così è stata la prima autorità ad essere accolta con qualche fischio, urla, una piccola contestazione da una decina di attivisti della rete No Ponte. Raffaele Lombardo è sceso dall'automobile e, anziché puntare verso il portone della Prefettura, si è avvicinato al gruppo che contestava. «Giudico fuori luogo i dubbi sul Ponte sullo Stretto. La sicurezza idrogeologica è sacrosanta, ma è meschino strumentalizzarla contro lo sviluppo della nostra terra». E poi, «Capisco la rabbia, il dolore, capisco che la gente ha voglia di prendersela con qualcuno. Ma non ci siamo accorti soltanto adesso, e con i morti di questa tragedia, che c'è un problema enorme nel nostro territorio legato al dissesto idrogeologico e all'abusivismo. Da quando il mio governo è in carica su questo punto abbiamo lavorato, ci siamo impegnati, abbiamo sollecitato interventi del governo nazionale. E abbiamo anche un piano estremamente dettagliato del territorio e delle sue criticità. Per questo dico che non lo scopriamo oggi davanti al dolore questo problema. Ritengo opportuno che i fondi Fas possano essere utilizzati anche per mettere in sicurezza i territori». Lombardo, nominato commissario per gestire la ricostruzione, non riesce a darsi pace. E' stato sui luoghi della tragedia, ha parlato, soprattutto, con esperti, geologi, ingegneri. Ha visto con i propri occhi il dolore della gente dei paesi distrutti e lo straordinario impegno messo dagli uomini del Corpo Forestale, accanto a tutti gli altri volontari. Così nel giorno in cui viene Berlusconi a nominarlo commissario straordinario per l'emergenza messinese, il presidente della Regione non si tira indietro se c'è da ammettere responsabilità politiche: «E' colpa dei Comuni che sono stati leggeri quando c'era da imporre vincoli nei piani regolatori. Magari è colpa di altri enti che avrebbero dovuto vigilare sul territorio. Certo, ci saranno anche responsabilità nostre, e chi lo può o vuole negare. Ma adesso bisogna prendere decisioni ben coordinate, investire i soldi rispettando una progettualità seria e concreta, anche se guardando le carte e ascoltando i tecnici mi pare di capire che la situazione della Sicilia e quella di questo litorale jonico nello specifico, siano davvero terribili. Bisogna rinaturalizzare le aree colpite in queste ore e capire da dove cominciare per affrontare alla radice questa crisi». Ma da dove cominciare Lombardo lo sa. Intanto, dal fermare il piano casa alla Regione. Perché, ha riflettuto il governatore, non è immaginabile autorizzare l'aumento di cubatura di costruzioni già esistenti. «E' chiaro -spiega - che l'autorizzazione vale solo per edifici non abusivi, ma quante sanatorie hanno consentito di chiudere i conti con la legge, portando nella legalità ampliamenti fatti a dispetto delle concessioni edilizie? Tante, troppe. Così rischiamo con il piano casa regionale di consentire che si aumentino cubature che, al contrario, andrebbero semmai abbassate per evitare altri drammi e altre tragedie. Il piano casa va fermato, spero che anche l'Ars concordi su questa linea. Non possiamo continuare a vedere palazzi costruiti sul letto di una fiumara, e dobbiamo essere molto attenti e rigorosi nel controllo del territorio. E se è vero, come mi dice qualcuno qui a Messina, che lungo il litorale jonico ci sono abitazioni realizzate a pochi metri dal mare, senza rispettare l'obbligo dei 150 metri, creando oltre allo scempio anche un rischio oggettivo per la sicurezza, bisognerà intervenire per un'opera di repressione che sia anche di prevenzione».
SICILIA - Lombardo: Fermare il piano casa regionale
Il presidente del Consiglio Berlusconi e i ministri Prestigiacomo e Matteoli sono arrivati a Messina per affrontare la crisi idrogeologica e l'emergenza causata dallo scoppio del Ponte sullo Stretto. Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, ha espresso la sua preoccupazione per la sicurezza idrogeologica e ha chiesto di fermare il piano casa regionale, che potrebbe consentire l'aumento di cubature di costruzioni già esistenti. Lombardo ha anche sottolineato l'importanza di rinaturalizzare le aree colpite e di prendere decisioni ben coordinate per affrontare la crisi alla radice.
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