Lippi preannuncia il no dell'opposizione "Sono i soliti ricatti dell'estrema sinistra" Emendato il testo della giunta, domani in Consiglio la discussione. Casa, arriva il piano contro la crisi che ha messo in ginocchio il settore edile. Domani, l'atto finirà in consiglio per l'approvazione ma sono ancora tanti i nodi da sciogliere e le questioni teniche da affrontare. E se la maggioranza plaude ma senza grandi entusiasmi, Udc e Fi-An hanno già annunciato il voto contrario. Senza contare poi che, fuori dei corridoi di palazzo, c'è ancora qualcuno, architetti e qualche costruttore, che storce il naso per una serie di vincoli che il provvedimento, così come è stato licenziato dalla commissione, contiene. Nonostante tutto. Non a caso alla vigilia del passaggio in assise, lo stesso Mirco Ricci, capogruppo regionale Pd nonchè relatore di maggioranza, ammette che "rispetto al testo della giunta, questo della commissione è più equilibrato ma si potrebbero fare altri piccoli ritocchi per migliorarla e renderla più fruibile. In ogni caso, ricorda, "si tratta di una legge straordinaria che sarà valida per 18 mesi; non possiamo dimenticare che esistono tutti gli altri strumenti ordinari di urbanistica". Ma tant'è. La legge si doveva fare e così è stato. "Sono stati accolti vari emendamenti al testo iniziale - fa sapere Ricci -, come le deroghe sulla densità edilizia e il cambio di destinazione d'uso in area agricola per strutture degradate nonchè il superamento delle barriere architettoniche. Il confronto con i soggetti interessati come Anci, Upi, ordini professionali, associazioni di categoria, ambientalisti, sindacati è stato serrato e la commissione si è resa disponibile ad accogliere proposte e suggerimenti avanzati". Sul tavolo, comunque, resta sempre una questione di numeri. A partire dagli ampliamenti volumetrici che in origine valevano mille metri cubi mentre oggi ne valgono mille e cinquecento. "Abbiamo invece rifiutato in modo netto quello che chiedeva l'opposizione - sottolinea il consigliere - e cioè il cambio di destinazione d'uso non residenziale in area agricola e questo per evitare una cementificazione selvaggia". Secondo le stime di Cna e Confartigianato, il piano casa nelle Marche potrebbe interessare 296.891 abitazioni per un numero di interventi di ampliamento pari a 8.568: il tutto per un maggior fatturato complessivo di 315 milioni di euro. Una bella boccata di ossigeno anche se in Toscana dove la legge c'è da due mesi sarebbero solo 29 le domande presentate. E sono proprio le aziende edili artigiane che tra le prime parlano di "spiragli di luce" per il provvedimento uscito dalla commissione ma evidenziano anche che "l'atto, come alla fine formulato, raccoglie numerose e talvolta contradditorie esigenze sia di natura politica e tecnica sia istituzionale". Una secca bocciatura giunge invece da Leonardo Lippi, relatore di minoranza. "Non siamo soddisfatti di questo testo e voteremo contro - annuncia il consigliere regionale -: così il piano non serve, la proposta non risolve la crisi del settore perché le risposte attese dai cittadini contrastano con le norme generali urbanistiche ed edilizie". Quindi l'annuncio del voto contrario dell'opposizione "a meno che non vengano recepiti emendamenti che prevedano il cambio di destinazione d'uso degli immobili in zona agricola e la demolizione e ricostruzione degli annessi. Solo così si incentiverebbe la riqualificazione del tessuto edilizio agricolo riqualificando il paesaggio". Secondo Lippi, "il piano è già una precisa presa di posizione politica in vista delle regionali, è un ricatto della sinistra estrema all'ala moderata del Pd marchigiano".
Ancona. Piano casa, i nodi non si sciolgono. Crescono gli ampliamenti possibili
La legge per la crisi del settore edile nelle Marche è stata approvata dalla commissione regionale. Il testo è stato emendato e contiene deroghe sulla densità edilizia e il cambio di destinazione d'uso in area agricola per strutture degradate. La legge prevede l'ampliamento volumetrico di 1.500 metri cubi per ogni abitazione. La maggioranza ha approvato il testo, ma Udc e Fi-An hanno già annunciato il voto contrario. Le aziende edili artigiane hanno espresso "spiragli di luce" per il provvedimento, ma evidenziano anche che "l'atto, come alla fine formulato, raccoglie numerose e talvolta contradditorie esigenze".
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo