EMPOLI Non è solo un grido di allarme quello lanciato da don Guido Engels (nella foto) , preposto della chiesa della Collegiata di Sant'Andrea di Empoli, ma anche un appello rivolto a tutte le istituzioni, affinché intervengano per salvaguardare un patrimonio comune. La facciata della chiesa della Collegiata, principale monumento di culto di Empoli e simbolo della città, necessita di un urgente intervento di restauro visti i segni di evidente degrado del paramento marmoreo, con il pericolo di caduta di alcuni blocchi, evento già accaduto nel 2002 quando sul sagrato cadde un pezzo di materiale staccatosi dalla parte superiore. E la situazione sta peggiorando: il marmo si sgretola e ci sono rischi reali di cedimenti. La facciata in marmi bicromi della Collegiata di Empoli risale alla fine dell'XI secolo ed è uno dei primi esempi di romanico fiorentino, il primo fuori Firenze, somigliante nella struttura e nella tecnica della decorazione a tarsie alla Chiesa di San Miniato al Monte del capoluogo toscano. «E' un impegno economico e di forze davvero significativo, ma oggi veramente urgente» spiega don Guido Engels. L'usura del tempo, l'inquinamento e i restauri realizzati nel 1735 probabilmente con materiali scadenti, hanno influito sul degrado. «Non sappiamo però alcune cose aggiunge il parroco che tipo di materiale è stato usato e come è stato aggiunto, se hanno mantenuto la parte presente, inoltre non sappiamo cosa c'è dietro la facciata». Domande che solo una perizia ed un completo restauro potranno risolvere. Ma per far questo occorrono fondi. La Prepositura, proprietaria della chiesa, non ha le risorse per coprire il restauro completo. Per questo don Engels invita non solo le istituzioni cittadine ad uno sforzo di responsabilità. «La facciata della Collegiata di Sant'Andrea in piazza Farinata degli Uberti è l'emblema della città ed è conosciuta in tutto il mondo per il suo valore storico e culturale. È lo stemma del Comune, della società dell'Empoli Calcio e della Prepositura, è l'immagine per eccellenza della città dove tutti si riconoscono. Salvare questo monumento è importante, ci vuole da parte di tutti un impegno comune, mettendo a disposizione le risorse finanziarie per coprire il restauro», insiste don Engels, indicando anche quella che, secondo lui, potrebbe essere la strada da seguire. «Andrebbe costituito un comitato con diverse realtà, le amministrazioni pubbliche, dal Comune di Empoli, alla Provincia e alla Regione Toscana, ed enti privati, come gli istituti di credito, coinvolgendo se necessario la Diocesi di Firenze e la Cei, e redigere un piano per quantificare i costi e finanziare il progetto di un completo restauro da parte della Soprintendenza». L'occasione non va perduta. Il recupero della facciata della Collegiata di Empoli aggiungerebbe un ulteriore tassello alla valorizzazione della chiesa e di piazza Farinata degli Uberti, emblemi non solo cittadini, ma che appartengono al patrimonio artistico e culturale nazionale.