CAGLIARI. Il cuore dell'articolo 2 che sarà approvato martedì in Consiglio è racchiuso in un breve emendamento che dà la possibilità di costruire nella fascia dei 300 metri. Lo ha voluto la giunta, dopo che la Commissione Urbanistica aveva ripristinato un testo che impediva gli interventi nella zona più vicina al mare. L'opposizione è uscita dall'aula quando si votava l'emendamento che, a giudizio di Mario Bruno, «fa vincere la giunta e fa perdere i sardi». Sono stati due parlamentari del Pd, Caterina Pes e Francesco Sanna, a ricordare l'origine del Piano casa: «Fu deciso a Olbia in un incontro di Ghedini, l'avvocato di fiducia di Berlusconi, con Cappellacci e Asunis». Da quell'incontro, a giudizio di Pes e Sanna, «s'iniziò la controffensiva per smontare il Piano paesaggistico». Un piano che, in realtà, nessuno dice di voler accantonare ma caso mai correggere. E l'assessore Asunis ha precisato: «Il Ppr sarà arricchito ma siamo consapevoli di dover tutelare il nostro territorio». Il rilancio dell'edilizia ricomincia dalla fascia dei 300 metri ma - chiarisce l'assessore - «non ci potranno essere nuove costruzioni». Solo ampliamenti di volumetrie. Alla fine che legge sarà? si è chiesto Paolo Maninchedda, contrario come gli altri sardisti a quell'emendamento che apre alle betoniere sul mare. «Emendiamo per parti, per pezzi e alle fine vengono fuori leggi che non possono essere applicate». La sensazione è che i meccanismi generati potrebbero non coincidere tra loro, proprio come nel caso delle premialità che consentono incrementi di volumetria del 20 per ciascuna unità immobiliare, estesi a case uni-bifamiliari e a palazzi, (ultimo piano e chiusura dei piani pilotis), oltre che a villette a schiera e a fabbricati di attività produttive. Incrementi che possono salire o scendere di dieci punti percentuali. Luciano Uras (Sinistra) è netto: «Con questa legge vogliono costituire un far west edilizio» in cui avranno un ruolo i Comuni. Davanti al giudice amministrativo ci sono 150 ricorsi in buona parte dei sindaci. In un caso, il Consiglio di Stato ha definitivamente rigettato il ricorso del Comune di Villasimius sentenziano che a Cala Giunco non si potrà costruire. Con la nuova legge si mischiano interessi economici locali (Comuni costiere) ed esterni, rappresentati dalle tante imprese edilizie nazionali che vedono l'isola come un'occasione di speculazione. Il Consiglio continuerà a discuterne martedì.
SARDEGNA - Sulle coste un far west edilizio
Il Consiglio regionale approverà martedì l'articolo 2 che riguarda la costruzione in Cagliari. L'emendamento approvato dalla giunta permette la costruzione nella fascia dei 300 metri dal mare. L'opposizione ha uscito dall'aula quando si votava l'emendamento. L'assessore Asunis ha precisato che il Piano paesaggistico sarà arricchito ma tutelato. Il rilancio dell'edilizia avrà solo ampliamenti di volumetrie, senza nuove costruzioni. L'opposizione è preoccupata per la possibilità di speculazione edilizia. Il Consiglio continuerà a discutere della legge martedì.
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