CAGLIARI. Secondo i dati Istat del 2006 vi sono a Cagliari settemila e ottocento case sfitte. «Ma secondo cifre più recenti, anche se non ancora ufficializzate - spiega Maria Maria Paola Morittu, responsabile regionale di Italia nostra per il patrimonio culturale e monumentale - nel 2009 si arriva sino a tredicimila alloggi non abitati. E la maggior parte si trova nel centro storico». Ma se questi sono i numeri, continua l'esponente di Italia nostra, «a che serve nel capoluogo dell'isola il piano casa regionale?». In parallelo: nelle graduatorie degli aspiranti a una casa di edilizia pubblica, vi sono circa duemila e cinquecento famiglie in lista d'attesa. «Come dire - continua Morittu - che quello che manca sono gli alloggi a prezzo accessibile e non l'ampliamento di quelli esistenti». Inoltre dal terzo rapporto su Cagliari e dintorni (elaborato dall'ufficio statistico del Comune) si rileva che il 72 per cento delle abitazioni ha una superficie superiore a 79 metri quadrati. Non piccole, quindi. Ma la paura maggiore di Italia nostra deriva dai danni che «potrebbero essere arreccati al patrimonio monumentale. Non dimentichiamo che secondo queste disposizioni in via di discussione, nel centro storico sarà possibile l'utilizzo dei sottotetti e dei seminterrati ad uso abitativo. E la possibilità di creare finestre, lucernari e terrazzi». Con in più il fatto che potranno essere «abbattuti e ricostruiti gli edifici costruiti negli antichi rioni negli ultimi 50 anni purchè in contrasto col contesto». E questo, «se non si pongono dei correttivi, porterà al premio di cubatura del trenta per cento, che potrebbe arrivare sino al 45, se la costruzione nuova produrrà un risparmio energetico del venti per cento». Non solo, c'è poi anche un altro aspetto legato all'ampliamento visto che ne sono esclusi gli edifici abusivi («vorrei vedere...») e quelli artistici e vincolati. «Ma in questo caso non si fa riferimento ai vincoli paesaggistici». Un quadro che, «se calato su Cagliari, creerà dei disastri». Infatti secondo lo studio citato elaborato dal Comune, il 74,3 degli edifici per abitazione esistenti nel capoluogo dell'isola è stato realizzato dal 1946 ad oggi. Un fatto conseguenza anche dei bombardamenti che nel 1943 distrussero Cagliari. E del forte flusso migratorio dal resto dell'isola verso il capoluogo. Immigrazioni interne, queste, che negli ultimi vent'anni hanno però invertito il segno portando a una progressiva diminuzione del numero degli abitanti (meno mille all'anno). A Cagliari il boom delle costruzioni è avvenuto dal 1946 al 1971, periodo in cui sono stati realizzati il 43,2 per cento di tutte le case. E molte sono state costruite nel centro storico, vista l'entità dei bombardamenti. «Il che significa - sottolinea Morittu - che le possibilità di alterare la fisionomia anche dei vecchi rioni è veramente alta». Tra il 1972 e il 1991 vennero edificati il 26,2 per cento degli alloggi. Mentre dal 1991 in poi la cifra si è attestata al 4,9 per cento, con un'ulteriore impennata negli ultimi anni (costruzioni del complesso I Fenicotteri, Santa Gilla e, in via di realizzazione, a lato di Tuvixeddu e Tuvumannu, della Coimpresa) per circa un milione di metri cubi complessivi. Dal 1972 al 1991, inoltre, iniziò a crescere il numero degli edifici realizzati nelle cittadine dell'hinterland e, in parallelo, cominciò lo spopolamento di Cagliari che, oggi, ha solo 158mila abitanti. E un alto indice di vecchiaia.
CAGLIARi - Rispettare i Centri storici
A Cagliari, secondo i dati Istat del 2006, ci sono 7.800 case sfitte. Nel 2009, il numero aumenta a 13.000. La maggior parte si trova nel centro storico. Il piano casa regionale non sembra avere un impatto significativo. In attesa di una casa di edilizia pubblica, ci sono circa 2.500 famiglie. Le abitazioni esistenti hanno una superficie media di 79 metri quadrati, ma la paura è per il patrimonio monumentale. Il centro storico potrebbe subire danni con l'utilizzo dei sottotetti e dei seminterrati ad uso abitativo. Gli edifici costruiti negli ultimi 50 anni potrebbero essere abbattuti e ricostruiti.
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